“Triste epilogo nella costituzione dell’Ufficio parlamentare del bilancio. Con un vero e proprio colpo di mano, i duepresidenti di Camera e Senato hanno proceduto alla nomina dei suoi componenti in aperta violazione di ogni principio. Il Presidente del nuovo organismo ed i due consiglieri sono espressione meccanica delle diverse correnti del PD”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ ( www.ilmattinale.it), la nota politica redattadallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Altro che indipendenza del nuovo organismo. Ci troviamo di fronte alla più completa e becera lottizzazione: rappresentanti del duo Visco-Bersani, della componente lettiana ed infine di quella renziana. Era lecito aspettarsi qualcosa di diverso? Non solo lo era, ma era doveroso se si considerano le tradizioni parlamentari italiane e le caratteristiche della legge 243 del 2012. Al fine di esaltare il massimo del garantismo erano stati previsti due distinti momenti: la definizione di una short list di dieci candidati, quindi una volta individuata questa base, al suo interno ladefinitiva scelta dei membri chiamati a far parte dell’Ufficio”.
“Per esaurire la prima fase – prosegue ‘Il Mattinale’ – ci sono voluti circa quindici giorni e sei o sette riunioni delle due Commissioni parlamentari, viste le continue fumate nere che hanno impedito di conseguire il risultato finale. Ottenuto questo risultato, sono bastate solo poche ore ai Presidenti delle due Camere per scegliere nel mazzo. Le scelte erano state fatte fin dall’inizio ed il Parlamento chiamato ad una semplice sceneggiata. Delegato cioè ad esprimere una volontà di cui non si sarebbe tenuto alcun conto”.
“Nella vita parlamentare le decisioni più importanti sono state sempre prese all’interno di organismi complessi: l’Ufficio di Presidenza, la Conferenza dei Presidenti di gruppo e via dicendo. Questa volta, invece, non solo il silenzio assoluto; ma la decisione solitaria alla vigilia di un lungo ponte festivo, alle ore 19, quando ormai il Parlamento erapressoché deserto, confidando su black out della stampa e dei mezzi di informazione, per la festa del 1 maggio. Peggio dei ladri di Pisa”.
“Fin dall’inizio si discusse a lungo se l’Ufficio parlamentare del bilancio dovesse essere monocratico o collegiale. La tesi che prevalse fu quella della collegialità. Esigenza imprescindibile, quella dell’indipendenza e dell’imparzialità del giudizio, visti i compiti ai quali era chiamato”.
“Rispondono a tutto ciò le scelte dei due Presidenti di Camera e Senato? Ne sono l’esatto contrario. Il che la dice lunga sul carattere di quelle che una volta erano figure di alta garanzia per l’attività parlamentare e che, in questa legislatura, si sono invecetrasformate nell’archetipo più banale della militanza politica. Quella dello scorso giovedì non è stata una bella pagina di vita parlamentare. Facciamo in modo che venga al più presto archiviata”, conclude ‘Il Mattinale’.