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IL MATTINALE (FI): “NOI ALL’OPPOSIZIONE, RENZI NON FACCIA IL PREMIER PIGLIATUTTO”

 

++ Renzi, impegno è orizzonte naturale legislatura ++

 

Forza Italia farà “un’opposizione seria, del resto non sapremmo farne altre. Essa comporta non solo e non tanto dire di sì o di no ai disegni di legge che verranno proposti per il voto del Parlamento. Non siamo l’uomo Del Monte, o gli Assaggiatori Anonimi, che dicono di sì o di no all’ananas maturato nelle piantagioni della sinistra”. E’ quanto scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

“Non creda Renzi – prosegue – di sedersi con noi intorno a una tabula rasa. Paragoneremo ai suoi programmi (aspettiamo) i nostri programmi, precisi e circostanziati, le nostre riforme fatte e approvate, ma congelate dalle burocrazie e dalle ragnatele che producono per autoconservarsi. Ci confronteremo – aggiunge – avendo questo nella testa e tra le mani, a viso aperto, non abbiamo trame oscure o capi occulti, noialtri di Forza Italia. Il nostro leader è Silvio Berlusconi, basta così, nessun extratesto”.

“Tra gli annunci tonitruanti di Renzi – sottolinea ‘Il Mattinale’ – ci colpisce manchi, persino a livello di slogan, qualsiasi riferimento alla giustizia. E ci sorprende. È come se il segretario del Pd dimostrasse di essere proprio del Pd, Pd profondo, Pci eterno, e di non cogliere quale sia stato il motore che girava e gira all’incontrario, impedendo al nostro Paese di rompere le catene e andare al largo. C’è poi – prosegue – una pietra angolare che non accetteremo sia rimossa o picconata.  Ed è l’accordo del 18 gennaio al Nazareno. Per noi quello era ed è, quello valeva e quello vale. Riforma elettorale, superamento del Senato, riforma del Titolo V della Costituzione sul rapporto tra Stato e autonomie locali”.

E, continua ‘Il Mattinale’, “se sull’Italicum apprezziamo la determinazione del premier in pectore di risolvere tutto entro febbraio, e nei termini consolidati nel patto; per quanto riguarda il resto, è da decidere insieme come cambiare il Senato. Renzi non ha affatto carta bianca, ci mancherebbe. Siccome abbiamo ragione di credere che Renzi non pretenda, sulla base di un regolamento di conti interno ad un partito, di regolare la vita di questo paese da oggi all’eternità, con una presunzione di palingenesi che neanche Bakunin; allora – conclude – ci aspettiamo che usi questo slancio per rendere più soda la democrazia e i processi di riforma, e non per fare il premier sul cavallo bianco, indipendente da tutto, meno che dai poteri finanziari ed editoriali, e fors’anche giudiziari, che sono venuti in questi giorni allo scoperto con loro gran dispitto”, conclude.