“Primo Maggio/1. Festa del lavoro che manca. Tristezze sindacali, il solito palco lontano dalla realtà. Non si festeggia il Jobs Act perché è stato rimandato al 2015. E il decreto Poletti è un Cgil Act, che non aiuta nessuno e non incide sulla disoccupazione che tra i giovani è sopra il 40 per cento”. Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Primo Maggio/2. Berlusconi ha dato lavoro a 56 mila italiani nelle sue aziende. Non ha mai licenziato nessuno, anche in tempi di crisi. Qualcuno per far crescere l’occupazione impari dal modello di relazioni introdotto da questo imprenditore che ama l’Italia (e gli italiani)”.
“Primo Maggio/3. L’astuto Renzi che fa? Inaugura maggio con la finta carota degli 80 euro (in realtà 53) che saranno distribuiti nelle buste paga di una minoranza. E rimanda a dopo le elezioni il bastone contro la burocrazia. Sempre che lo faccia”.
“Primo Maggio/4. Le misure per rimettere in carreggiata e tagliare la burocrazia, motivandola e rendendola efficiente, impedendo il diffondersi della fannullaggine, sono tutte nella riforma della Pubblica Amministrazione del governo Berlusconi, a firma Brunetta. Il vero Primo Maggio per molti lavoratori imboscati qui e là nella gigantesca macchina dello Stato sarebbe che lavorino davvero per gli italiani. Renzi che fa? Annuncia, ma rinvia. Dice, ma non fa”.
“Primo Maggio/5. La riforma della Pubblica Amministrazione annunciata, e se mai si farà, “e sottolineo se” (Mina), ha cose buone che non sono nuove, e cose nuove che non sono buone. Lo diceva Rossini di un giovane compositore che gli mandò i suoi spartiti. Lo ripete oggi Brunetta. Noi ragioniamo sulle cose, non sulle ideologie”, conclude “Il Mattinale”.