
L’APPELLO SU ‘LA REPUBBLICA’
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Le tragedie che hanno segnato il nostro Paese hanno provocato dolore profondo e meritano rispetto, memoria e giustizia.
Ma proprio perché la giustizia è un valore essenziale della nostra democrazia, essa deve restare saldamente ancorata ai principi dello Stato di diritto.
La responsabilità penale è personale. Così stabilisce la Costituzione. Essa non può coincidere con la posizione ricoperta, né derivare automaticamente dal ruolo di vertice esercitato in organizzazioni complesse.
Nelle grandi imprese, pubbliche e private, le decisioni sono affidate a strutture articolate, competenze specialistiche, procedure, controlli e responsabilità distribuite. Per questo l’accertamento della responsabilità individuale deve fondarsi sempre sui fatti, sulle condotte concretamente poste in essere, sui poteri effettivamente esercitati e sul nesso causale, mai sulla sola funzione ricoperta.
Diversamente, il rischio è quello di introdurre, di fatto, una forma di responsabilità oggettiva incompatibile con i principi fondamentali del nostro ordinamento.
È una questione che riguarda tutti. Non soltanto chi oggi guida imprese e organizzazioni, ma la qualità dello Stato di diritto, la certezza del diritto, la competitività del Paese e la capacità di attrarre persone competenti chiamate ad assumere responsabilità sempre più complesse. La tutela delle vittime e il rigoroso accertamento delle responsabilità individuali non sono principi alternativi. Si rafforzano reciprocamente.
Per questo chiediamo che il dibattito pubblico e istituzionale riaffermi con chiarezza
un principio che appartiene alla tradizione giuridica europea e alla nostra
Costituzione: la responsabilità penale è personale. Difenderlo significa difendere lo
Stato di diritto.
La fiducia nelle istituzioni, nella magistratura e nell’impresa passa anche dal rigoroso
rispetto di questo principio.