“E’ ora di finirla di dire che è colpa dell’Europa o che la rinuncia alla prima versione della manovra sia una conseguenza del muro di Bruxelles. E’ giusto che gli italiani sappiano perchè siamo passati dal Governo del “Cambiamento” a quello del “Pentimento”.
Il punto di svolta è arrivato con l’asta del Btp Italia. Un titolo che doveva raccogliere quasi 9 miliardi nella peggiore delle ipotesi 5, e che invece si è fermato a 2,1 miliardi di euro. Quel dato ha fatto scattare l’allarme. A rischio non era, infatti, quell’emissione ma il rifinanziamento per il rimborso di tutti i titoli che andranno in scadenza il prossimo anno, più il nuovo deficit da finanziare a debito, totale oltre i 400 miliardi di euro, di cui probabilmente oltre 50 solo a gennaio. Chi finanziava questo debito? La Bce non è più disposta a comprare titoli aggiuntivi sul mercato secondario, gli investitori esteri si tengono lontani da tutto ciò che è Italia, le banche italiane sono quelle che hanno più subito il caro spread e come premio sono state pure tassate. Rimanevano le famiglie che hanno dato forfait. Senza quei 400 miliardi non si possono pagare i dipendenti pubblici, gli ospedali non riescono a funzionare, le scuole si fermano. Invocare più deficit, vuol dire far lievitare il debito e se vuoi fare un debito presupponi che ci sia qualcuno disposto a prestarti i soldi e a costi ragionevoli. E’ proprio questo che è andato storto, al Governo del Cambiamento che con un Pentimento ha dovuto prendere atto che non c’è la fila per far credito all’Italia gialloverde. Occorre prepararsi con le Forze pro-crescita in Parlamento e, fuori, ad un nuovo Governo che sappia con velocità correggere e sanare tutte le storture prodotte in questi mesi, a cominciare da questa manovra, portando l’Italia sul sentiero della crescita”.