“Le stime di crescita sul Pil da libro delle favole che il governo intende inserire nella Nota di Aggiornamento al DEF dovranno passare tra le forche caudine dell’Ufficio Parlamentare del Bilancio prima, della Commissione Europea poi e, infine, delle agenzie di rating. Dal momento che queste previsioni sono spropositatamente al di sopra di tutte le altre previsioni fatte dai più autorevoli istituti finanziari internazionali (FMI, OCSE e Commissione Europea), è molto probabile che l’UBP decida di non validare il quadro macroeconomico e di finanza pubblica, ritenendolo inattuabile, che la Commissione Europea bocci la manovra e apra una procedura di infrazione contro l’Italia e che le agenzie di rating declassino il debito italiano appena sopra al livello spazzatura. Questo il prezzo da pagare per un governo che ha deciso di truccare i dati macroeconomici con l’intento di giustificare la tenuta dei conti pubblici nel prossimo triennio.
Il ritardo nella presentazione della NaDEF, che sta diventando giorno dopo giorno come Godot, sta di nuovo innervosendo gli investitori internazionali. Oggi, i rendimenti sui nostri titoli di Stato sono ritornati a salire, per effetto dei continui litigi tra le varie anime del governo che ancora non si sono messe d’accordo su quante e quali risorse stanziare a bilancio per finanziare il programma economico promesso agli italiani. Il rendimento dei BTP a 2 anni è salito all’1,28% e quello a 10 anni al 3,36%, di nuovo vicino ai massimi. Anche la Borsa ha chiuso in ribasso, lasciando intendere che la conferenza tenuta ieri dal Governo sulla manovra non ha convinto in alcun modo i grandi investitori esteri.
Secondo alcune indiscrezioni dell’agenzia Reuters, le stime di crescita del governo sarebbero talmente fuori luogo che l’Italia rischierebbe addirittura una ristrutturazione del debito, modello Grecia, essendo reputata ‘too big to fail’”.