“Il Gruppo Forza Italia ha presentato alla Camera una pregiudiziale di costituzionalità al decreto-legge 24 giugno n. 90, recante ‘Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari’, che sarà discussa e votata domani in Aula”. Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Il decreto di ‘riforma’ della Pubblica amministrazione (che di ‘riforma’ ha ben poco visto che, come abbiamo già avuto modo di commentare, quello che abbiamo di fronte è solo un ‘piccolo topolino’ con un po’ di manutenzione minuta, qualche misura di razionalizzazione, ma soprattutto tanta furbizia), presenta un contenuto estremamente vasto e articolato, recando un insieme di misure che incidono su materie diverse, tra cui: pubblico impiego, organizzazione della pubblica amministrazione, autorità indipendenti, appalti pubblici, attività delle imprese appaltanti oggetto di indagine, poteri dell’Autorità nazionale anticorruzione, organizzazione degli uffici giudiziari, processo amministrativo digitale, Expo 2015”.
“La totale disorganicità ed eterogeneità del contenuto del decreto, nonché l’assenza dei presupposti di necessità ed urgenza chiaramente sanciti dall’articolo 77 della Costituzione, pone il testo in contrasto con quanto stabilito dalla Costituzione in materia di decretazione d’urgenza”.
“La giurisprudenza della Corte inoltre ha più volte ribadito che il decreto-legge deve contenere ‘misure di immediata applicazione’, e che come strumento non è adeguato ‘a realizzare una riforma organica e di sistema, che non solo trova le sue motivazioni in esigenze manifestatesi da non breve periodo, ma richiede processi attuativi necessariamente protratti nel tempo’”.
“Il testo contiene poi norme di natura ordinamentale (estranee quindi al contenuto proprio del decreto-legge), e del tutto irrazionali, persino dannose per l’efficienza della Pubblica Amministrazione, dettate da spinte demagogiche e corporative come quelle che ridistribuiscono il potere dal centro alla periferia creando nei comuni delle ingiustificate zone d’ombra in cui è possibile eludere norme costituzionali, come per esempio l’obbligo di assunzione tramite concorso dei dipendenti pubblici (art. 97 Cost.)”.
“E’ evidente infatti come il decreto preveda un doppio binario: restrizione per le amministrazioni statali e maggiori possibilità per regioni ed enti locali. Per questi ultimi infatti la possibilità di assumere sale, negli anni 2014 e 2015, al 60% delle cessazioni contro un 20% delle amministrazioni statali: una differenza che non si spiega con motivazioni oggettive. Il Governo ha poi utilizzato lo strumento del decreto-legge per sopprimere le sezioni staccate dei Tribunali amministrativi regionali: si tratta di una vera barbarie giuridica in quanto adottata senza alcuna preventiva istruttoria in ordine al carico di lavoro delle sezioni ed al costo di funzionamento”.
“I dati ufficiali avrebbero potuto, ove consultati, portare ad un risultato di reale razionalizzazione a beneficio dell’organizzazione della giustizia e quindi, in ultima analisi, dei cittadini che ne sono gli utenti. Anche in questo caso, la politica degli annunci del Governo Renzi creerà disfunzioni ed ingenti danni, oltre a costituire l’ennesimo esempio di produzione normativa confusa e sbagliata”, conclude “Il Mattinale”.