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BERLUSCONI. Si riparte. Forza Italia attraversa il deserto, non ha paura del potere che ci silenzia. Tra i moderati dispersi segnali positivi da raccogliere con simpatia. Insieme bal-lottiamo contro il regime del Cannibale parolaio. Ne va di libertà e prosperità degli italiani. Cari Lupi e Alfano vi siete accorti che “Repubblica”vuole da Renzi la vostra testa?

 
 

berlusconi

Mentre il mondo appare travolto da tempeste di fuoco e gelato da nuove guerre fredde, e l’Italia peggio, chi potrebbe dare un contributo decisivo per alimentare il dialogo tra le superpotenze e risollevare il nostro Paese dalle chiacchiere altisonanti e dalle riforme flop di Renzi, è trattato come un delinquente da rieducare. È indegno quanto sta accadendo a Silvio Berlusconi.

Ci appare ogni giorno sempre più incredibile che il Capo dello Stato non abbia provveduto a rimediare con la grazia all’evidenza di un’ingiustizia. Il Presidente Napolitano – al di là di ogni giudizio sulla sentenza – non può che avvertire, nella sua coscienza, la convenienza per l’interesse nazionale e il bene della democrazia di un gesto di pacificazione.

Intanto i giornaloni esauriscono la figura del nostro leader con la notizia del suo colloquio con l’assistente sociale che vigila sul suo cammino di redenzione. Follia pura.

Sulle idee e le proposte di Berlusconi e di Forza Italia sul presente del mondo, dell’Europa e dell’Italia? Niente di niente. Amen.

La traversata del deserto ha i suoi canoni. Sete, fame, bufere di vento, razzie del nemico, avvelenamento di pozzi. Tu gridi nel deserto, ma la voce ricade senza echi, apparentemente polverizzata come la sabbia.

Questa è oggi la condizione di Forza Italia. Siamo attrezzati per resistere. Abbiamo un leader come Berlusconi, che ha una capacità pazzesca di trasformare quella che per altri sarebbe una mortificazione, in una testimonianza di resistenza all’ingiustizia.  I media lo appiattiscono sui servizi sociali, ma va bene così, anzi non va affatto bene. Ma è la logica del regime.

Oggi sui giornaloni appaiono così due sole categorie di politici come protagonisti: i corrotti e i nemici della corruzione. I corrotti non sono guardati come presunti innocenti, ma sicuri colpevoli, e sono focalizzati come appartenenti al sistema irredimibile del centro-destra. Il nemico della corruzione chi è? Renzi naturalmente.

Nei contributi successivi illumineremo il vuoto delle idee del premier.

Qui ci preme dire che certo siamo scandalizzati dallo scandalo del Mose e di Expo. Ma ci disgusta anche l’occultamento che i giornaloni fanno del coinvolgimento del Partito democratico, a tutti i livelli, nelle inchieste di questi giorni.

Eppure da questo male, qualcosa di buono viene. Infatti, inevitabilmente, quando si alza la tempesta mediatica giustizialista, è impossibile per chi abbia una cultura liberale e moderata tradire se stesso e appoggiare il partito delle manette.

A sinistra, al contrario, si identifica onestà con invocazione della forca per quanti, magari alleati, però non sono della famiglia, e sono per ciò stesso messi tutti nel calderone dei complici.

Scrive Gad Lerner sulla prima pagina dell’organo ufficiale del renzismo militante, cioè “Repubblica”: “Come capo del governo (a Renzi) tocca chiedersi se in un frangente così drammatico, di fronte a un sistema che si rivela marcio, Alfano al Viminale e Lupi alle Infrastrutture siano gli uomini giusti al posto giusto. Dopo gli arresti di Venezia, i due esponenti di Ncd, di cui è risaputa la familiarità con alcuni responsabili degli scandali, hanno ripetuto solo che ‘i lavori delle grandi opere devono continuare’…”.

Chiaro, non è vero? Magari Renzi gli manderà un Tweet  #statesereni. Ma chi ha un minimo di uso di  mondo sa che Matteo il Cannibale si sta attrezzando.

Toti ed altri dirigenti di Forza Italia hanno apprezzato cordialmente e teso la mano a chi come Schifani intende riaprire un dialogo serio per costruire alleanze. Noi crediamo che tutto questo sia necessario, non solo come espediente contabile per vincere le elezioni, ma proprio per la sostanza comune del nostro intendere la politica e la giustizia.

Se non altro, questa riflessione dovrebbe essere imposta dall’aria che si respira a sinistra verso Alfano e Lupi, che sono i due ministri principali di Ncd…

Noi riproponiamo un cammino preciso.

1) Ballottaggio di domenica. Anche nel deserto, ma bisogna andare controvento.
2) Stati generali dove ragionare e preparare contenuti e programmi, nella certezza della leadership di Silvio Berlusconi, la cui persona è il primo contenuto vitale della proposta.

3) La strada della democrazia diretta, nel blocco cravattaro regimental della via parlamentare, per dar voce al popolo coi Referendum.

4) Primarie di coalizione da sperimentarsi nelle prossime elezioni regionali in Calabria, dove vige una legge regionale che detta le regole per primarie facoltative di partiti o coalizioni.

Anche Cicchitto ha parlato ieri di traversata nel deserto. Di sicuro, se Ncd se ne esce prima che lo caccino, la traversata viene meglio.