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RENZI&GRILLO. Sono uguali sulla giustizia. Bocciano la legge sulla responsabilità civile dei giudici: per loro è una casta intoccabile. L’incoerenza di Ncd. Si straccia le vesti, ma resta col Pd

 

Renzi Grillo

Una delle riforme indispensabili all’Italia è quella della responsabilità civile dei magistrati. Ieri il Senato ha deciso diversamente. La proposta di riforma, attraverso l’articolo 1 del ddl Buemi-Nencini-Longo al centro dell’attenzione della Commissione Giustizia da ottobre, è stata bocciata per colpa di un emendamento abrogativo proposto dal Movimento 5 Stelle ma appoggiato anche da una inedita maggioranza di ex grilliniPdSel.

 

Sentire Renzi dichiarare: “La responsabilità civile dei magistrati già c’è, con una procedura molto complicata. Abbiamo molti margini di lavoro ma finché i toni saranno da derby ideologico e da campagna elettorale non ci potrà essere nessun intervento sulla giustizia”, ci lascia sbigottiti.

 

Sta dicendo sul serio? Lui che è uno spot pubblicitario vivente, che è l’emblema del ‘parlo senza sapere’, del ‘dichiaro solo per apparire’, del ‘prometto per non mantenere’, parla di toni da derby e da campagna elettorale? Siamo alle comiche, caro Renzi, siamo allo scadere dei tempi regolamentari.

 

La verità è che al di fuori di quella che è la sua campagna elettorale, la sua politica degli annunci, questa dichiarazione rivela che sui temi fondamentali del nostro Paese Pd e M5S sono uniti per la stessa strada; che quando si tratta di uscire dalle chiacchiere sulle riforme (tra tutte, quella della giustizia dov’è?) Renzi si mostra per quel che è: un controriformista. Dietro i suoi continui proclami di cambiamento e innovazione si cela invece la volontà di mantenere lo status quo.

E i famosi rivoluzionari di Cinque Stelle mostrano la loro natura di supporter naturale di Robespierre e del Terrore, come li ha definiti Berlusconi.

 

La giornata di ieri ci consegna due finti nemici a braccetto, Pd e M5S uniti nell’affossare la responsabilità civile dei magistrati. Scenetta riassunta dalle parole di Renato Brunetta: “sinistra contro legge di civiltà”. Della serie: chi sbaglia non paga, in perfetto stile comunista. Impossibile fidarsi di questa gente.

Ciò che rincuora è almeno la posizione di Ncd, che su questo tema converge con noi. È garantista, come la storia del nostro movimento insegna. Peccato che non sia per loro ragione sufficiente di crisi di governo.

Come è possibile stare in un governo e in una maggioranza che stabilisce per legge l’intoccabilità di una casta? E i magistrati continuino ad essere gli unici a non subire conseguenze per danni provocati dai loro errori, tanto più gravi perché toccano libertà e onore.

 

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