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GOVERNO. La coalizione è una bugia, senza cabina di regia

 

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Realtà, realtà, realtà. Contenuti, contenuti, contenuti. Da qui non si deroga. E realtà e contenuti si possono riversare nell’iniziativa di governo se si segue un metodo. Il metodo di coalizione. Se c’è una cosa che dobbiamo imparare dalla Germania – finche le larghe alleanze ci sono – è il metodo, basato su una cultura di coalizione, che ha regole precise.

 

Il premier Letta ha indicato del suo discorso alle Camere del 29 aprile il caposaldo di questo metodo. Ha usato una formula vincolante: “Ritengo centrale il ruolo del Parlamento, … con la creazione di luoghi permanenti di codecisione, ai quali parteciperò personalmente, tra il governo e le forze politiche che lo sostengono”.

Tradotto in soldoni: cabina di regia. Non luogo di consultazione, ma di codecisione.

 

Apprendiamo da fonti giornalistiche che stanno approdando al Consiglio dei ministri e si affacceranno in Parlamento due disegni di legge collegati alla Legge di Stabilità, uno sull’ambiente l’altro sulle imprese. I ministri competenti hanno avuto incontri con i rappresentanti parlamentare dei loro partiti. Bene. Sarebbe questa, presidente Letta, la cultura di coalizione, il metodo dei “luoghi permanenti di codecisione”?

 

È inaccettabile una “asimmetria” simile. La cabina di regia non può essere vissuta come una seccatura, una specie di palla al piede da cui slegarsi con mosse astute. O essa è intesa come motore autentico delle politiche di governo, o è una finzione. Allora addio.

In Germania, tra il settembre e il novembre del 2005, i due maggiori partiti stesero un programma, sottoscritto minutamente, di 131 pagine. In Italia non è stato possibile grazie alle perdite di tempo dello Smacchiatore di Giaguari. Ma la cabina di regia ne dovrebbe fare le veci. Invece…

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In Germania, i due maggiori partiti, divisi da uno scarto di voti maggiore di quello uscito dalle elezioni del 24 febbraio in Italia, hanno avuto pari rappresentanza di ministri. Da noi la sproporzione è clamorosa. Perché?

In Germania, dopo le elezioni che hanno fatto mancare alla Cdu-Csu la maggioranza assoluta per quattro seggi, si lavora non a trattenere qualcuno dell’altro partito, ma ad un accordo di programma chiaro e preciso.

 

A questi handicap italiani possiamo sopperire soltanto con la cabina di regia, che si occupi delle questioni più gravi. Ad esempio, e subito, la giustizia…

 

PER APPROFONDIMENTI, CONSULTA “IL MATTINALE – 06 novembre 2013″