“Dopo aver letto l’intervista rilasciata a ‘La Stampa’ dall’ex premier spagnolo, José Luis Zapatero, di cosa c’è ancora bisogno per avere una Commissione d’inchiesta sui fatti oscuri che nell’estate-autunno del 2011 portarono alle dimissioni dell’ultimo governo eletto dai cittadini: il governo Berlusconi? Cosa aspetta il presidente del Consiglio, Matteo Renzi? Di cosa ha ancora bisogno il Partito democratico, del quale il premier è segretario? Vorranno mica le confessioni su carta bollata di Merkel e Sarkozy? O forse vorranno aspettare l’esito del processo di Trani sulle agenzie di rating?
Dopo le testimonianze dell’ex segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner: ‘Ad un certo punto, in quell’autunno, alcuni funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere’.
Peter Spiegel, penna di punta del Financial Times: ‘Durante il G20 di Cannes, Berlino spingeva per il commissariamento dell’Italia. Obama la prese per un’impuntatura irrazionale: ‘I think Silvio is right’, disse. E alla fine si optò per un comunicato finale vago. Risultato: gli spread continuarono a salire e Silvio Berlusconi fu costretto alle dimissioni’.
Alan Friedman: ‘Nel giugno-luglio 2011, il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, chiese a Mario Monti di rendersi disponibile a sostituire Silvio Berlusconi al governo’.
Oggi Zapatero rincara la dose e ribadisce quanto scritto nel suo libro ‘El Dilema’. Ribadisce il suo sconcerto per quanto subito da Berlusconi e Tremonti a novembre 2011, durante il G20 di Cannes, da parte dei soliti noti della politica e dei poteri forti europei e mondiali: ‘I sostenitori dell’austerità volevano decidere al posto dell’Italia, sostituirsi al suo governo. Era vero che l’Italia aveva problemi finanziari e politici, ma qui stiamo parlando della sovranità di una nazione. È un caso che va studiato. Vorrei parlarne in una sede pubblica in Italia, facciamolo presto. Sono pronto’.
Abbiamo chiesto la Commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del 2011, e da mesi il Pd non ne vuol sentire parlare. Un atteggiamento inaccettabile. Che ne pensa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella?”.