Premessa e promessa. Visto che poi rischiamo di dimenticarcene pure noi, coinvolti nelle amnesie della coppia al comando, proponiamo subito. Dinanzi a questa emergenza estrema che è economica e politica, morale e democratica, la via d’uscita adesso, subito, è avviare una fase seria di COESIONE NAZIONALE a tutti i livelli. Altrimenti sì poi diventerebbe tutto impossibile, e rischieremmo tempeste speculative e tempeste sociali. Dopo di che, nulla lascia presagire che esista questa volontà da parte delle massime autorità di questo nostro Paese. Infatti.
1. Spettacolo deprimente a due voci, quello cui stiamo assistendo. Napolitano e Renzi hanno dichiarato ieri il loro fallimento. Concordiamo. Ma invece di attribuirsene onestamente le colpe, chiamando a un grande sforzo collettivo gli italiani e le forze politiche, che fanno? Esaltano se stessi. Si innalzano sopra le nuvole, e come se fossero Giove minacciano.
Come scrisse Dostoevskij: “Giove ti arrabbi? Dunque hai torto” (Fratelli Karamazov). Infatti sei Giove, siete Giove, cari Presidente della Repubblica e del Consiglio, avete un potere di fulmini e saette, del fare e del disfare, e ora constatando che l’Italia sta sprofondando accusate il prossimo? Via, questa è una fuga penosa dalle responsabilità.
2. Non sono due Giove. Ma uno solo, con un volto vecchio sul retro e uno giovane sul davanti. Costituiscono la vera Ditta che esercita l’antico e attuale dominio sul nostro Paese basandosi sui medesimi fondamentali. Vuoi materiali, vuoi di presuntuosa e fasulla superiorità morale e intellettuale.
3. NAPOLITANO ha costatato la crescita eversiva dell’antipolitica e della corruzione. Ottimo. Ma si rende conto che la sua stessa carriera è una réclame per i nemici delle istituzioni? È di fatto l’esemplare più nobile e cospicuo dell’arte del galleggiamento di errore in errore, senza mai averne pagato il dazio, ma anzi sfruttando persino l’attitudine al pentimento ideologico per innalzare il suo scranno fino alla doppia sublime soglia del Quirinale?
4. È stato comunista togliattiano. Non ha avuto scrupoli a essere il teorico ufficiale del Partito comunista, praticando un vero e proprio concorso esterno alla strage ungherese perpetrata dai carri armati sovietici. Queste cose in un qualsiasi Paese del mondo si pagherebbero. Da noi sono un trampolino. Ora accusa come eversiva l’anti-politica? Ma cosa c’è stato di più eversivo della democrazia di un Partito comunista quinta colonna dell’Urss, mantenuto dall’Oro di Mosca e dalle Coop, con l’aggiunta dell’interscambio italo-sovietico come giacimento di tangenti ante-litteram? Napolitano ha ricevuto la grazia per quel crimine morale orrendo, senza neanche essere stato messo sotto accusa, ed è salito al Quirinale. Ed ora ha preteso di negarla a Berlusconi… Dopo di che ha fomentato l’antipolitica accettando come nulla fosse il diktat telefonico della Merkel che premeva per le dimissioni forzose del governo Berlusconi. Ora se la prende con chi vede l’Europa come una forza oscura: ma non sono stati i due “officials” europei a chiedere a Obama di aiutare la Ue a defenestrare Berlusconi? Obama non li ha ascoltati, perché non voleva “sporcarsi le mani del sangue” di Berlusconi. Be’, i due (Sarkozy e Merkel) hanno trovato a Roma una bella complicità. Dopo di che Napolitano per tre volte ha scelto presidenti del Consiglio imposti da ragionamenti usciti dalla sua testa di compagno, invece che dal voto degli italiani.
5. E adesso che fa? Attacca l’antipolitica di Grillo, l’antieuropeismo della Lega, la corruzione di Roma? Quella corruzione, per partire dal fondo, ha un nome che si rincorre nelle storie criminali di corruzione degli ultimi anni, ma purtroppo per lui anche nei finanziamenti del partito politico da cui viene e da cui ha preso e piazzato a Palazzo Chigi il segretario. E poi si meraviglia dell’antipolitica? Accusi se stesso. Chiami alla coesione nazionale, invece di invocare per se stesso l’alloro su tutti i giornaloni e i Tg, prontissimi a inchinarsi alla statua che egli ha costruito di se stesso.
6. E MATTEO RENZI? Dice: “Se falliamo noi, arriva la Troika”. Come se fosse colpa di chi gli si oppone. Ehi, ragazzo, hai tu le leve del potere, hai dalla tua il Quirinale, i poteri forti italiani sono dalla tua parte, compreso il bacio della morte di De Benedetti, anche Obama ti guarda con benevolenza, e la Merkel ogni volta, dopo un pizzicotto, ti bacia. Guarda piuttosto a che cosa hai combinato. Il fallimento è tuo. E’ una vergogna che tu lo sbatta in faccia agli italiani, quasi come una minaccia del tipo: colpa vostra se non ce la faccio, colpa di chi avete votato e mi si oppone; o tenete me, o arriva la Troika che ha dissanguato la Grecia.
7. Ha sostenuto infatti questa tesi ed è stata riferita con enfasi commossa dai quotidiani di riferimento, soprattutto “La Stampa” che ripete a tutta prima pagina: “Se falliamo noi, c’è la Troika”. Il tutto per buttar la croce del suo azzardo morale su chi non ha alcuna colpa perché nessun italiano ha scelto che lo governasse. Si accorge che il mostro-partito gli scoppia in mano, e di fatto è andato due volte sotto in Commissione Affari costituzionali della Camera.
8. Invece di prendersela con l’assoluta anomalia che egli stesso incarna, e che lo fa essere a capo di un gruppo parlamentare votato per un programma che non c’entra nulla con il suo, Renzi lancia oscure minacce. Minacci se stesso. Confessi la sua inadeguatezza. Ammetta che le sue riforme in economia o sono rimaste sulla carta o sono state a impatto zero, o addirittura disastrose per i nostri conti, come gli 80 euro di mancia elettorale. Riconosca che la legge elettorale come la intende lui è ballerina e mutevole, funzionale alla sua bottega, come la ridicola zampata odierna da tigre di carta per cui, senza alcuna coerenza mentale, ma come pura arma di ricatto, agita in aria il Mattarellum, che ha filosofia opposta all’Italicum e persino al Renzicum. Dal suo circolo qualcuno fa sapere che sono già state programmate le elezioni per il 17 maggio. Siamo pronti comunque.
9. Si vergogni di concepire la democrazia come un’alternativa tra sé e lo Straniero. Non esiste solo Renzi, non esiste solo il Pd in Italia. E sillabare quella frase, che ricalca quella di Luigi XV alla Pompadour, “Dopo di me, il diluvio”, non pensa sia un tantino da mitomane? Non è Luigi XV e, con tutto il rispetto, non vediamo nemmeno intorno a lei alcuna Madame Pompadour.
10. Inoltre, parlando per paradossi ma non tanto, cosa cambia per la nostra democrazia se arriva la Troika? Passiamo dalla Biga alla Troika. Nessuna delle due votata dagli italiani.
11. Parliamo di fallimento doppio e di Giove bifronte per ragioni precise. Il conglomerato di Napolitano e Renzi, che si sono piaciuti e hanno costruito un sodalizio da gemelli siamesi, rappresenta un concentrato di potere che mai c’è stato in Italia. Per di più senza che nessuno dei due abbia avuto il sigillo di un voto popolare. Ricordiamo: Napolitano è stato rieletto da un Parlamento poi delegittimato dalla Corte Costituzionale. Renzi a sua volta è stato scelto in base all’essere segretario di un partito che ha la maggioranza alla Camera proprio per quella abnormità originaria. Hanno agito come se questa incostituzionalità fosse inesistente. Da soli, tremendamente da soli, anzi in due. Se vogliono rompere questa fallimentare solitudine a due, tendano la mano. Noi non la tagliamo. Berlusconi accetta sempre di collaborare con chi finalmente si mostrasse leale.