“La tentazione è cominciare con due formule consolatorie. La prima: Renzi si è sgonfiato. La seconda: mal comune mezzo gaudio, ha vinto l’astensione, non il nostro avversario. Ma compiacerci di queste osservazioni sarebbe disonesto verso noi stessi e la nostra gente. Che è ancora nostra, anche se non è andata a votare o ha cambiato negozio perché teme che Forza Italia sia diventata una sottomarca della concorrenza, una linea B del medesimo renzismo”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Preferiamo guardare la realtà, perché non ne abbiamo paura. Non siamo mica morti, e questa era una partita di precampionato, senza offesa per le due Regioni implicate nel voto. Una lezione per ripartire. Anzi siamo già ripartiti. Queste elezioni sono cadute dopo mesi in cui Forza Italia e il suo leader hanno impegnato tutto il senso di responsabilità del mondo per tenere insieme il Paese, cercando di stabilire con l’avversario le regole del gioco politico per cui sia possibile governare sul serio, e la competizione sia leale, superando la guerra civile fredda che dura in Italia da vent’anni ed ha per bersaglio Berlusconi e i suoi. Tutto questo – ne eravamo ben consapevoli – avrebbe significato pagare un prezzo di impopolarità in presenza di una crisi che spinge a proteste forti e senza sconti. Ma la posta era essenziale per il bene comune”.
“La nostra opposizione dura e sostanziale, puntuale e propositiva, è stata fatta passare per finzione scenica da chi aveva l’interesse, da destra e da sinistra, a far credere fossimo succubi di Renzi. Balle. Panzane. Bugie. Sono (o erano?) piani diversi. Quello di un accordo sulle legge elettorale e le riforme istituzionali è (oppure era?) la premessa senza cui non esiste pacificazione. Il Nazareno non doveva essere il passe-partout in mano a Renzi per entrarci in casa e svaligiare la nostra buona fede e le speranze dei nostri elettori”.
“Non abbiamo amici tra i mass media. È una vita che la categoria dei giornalisti, al seguito dei rispettivi editori, sta a stragrande maggioranza con la sinistra. Fedeli al punto – pur di fare un piacere a Renzi – di creargli a destra una alternativa che gli consenta di vincere facile e destinata alla sconfitta, cioè Salvini. Abbiamo anche noi dato una mano: scegliere un bravo candidato leghista, come di certo era Alan Fabbri, nella certezza che comunque non avrebbe vinto, significava prenotare il sorpasso della Lega, stante il momento sociale e l’impegno generoso di Forza Italia nelle riforme concordate con il Pd (e tradite dal medesimo scientemente, anche per favorire la Lega)”.
“Ai nostri amici della Lega diciamo: il centrodestra deve poter governare presto, e questo è possibile se non si corre da soli, in costante gioco di discredito verso il leader naturale dei moderati e il partito che li rappresenta. E veniamo agli altri, a Renzi cioè. E’ patetico che oggi canti la vittoria del gambero. Aveva proclamato se stesso come trionfatore alle europee, ricavandone un mandato politico. Ora per onestà dovrebbe prendere atto che i cittadini si sono stufati di lui. Non è il vento nuovo che porta la primavera, il suo chiacchiericcio ha stufato”.
“È vero quello che scrive Stefano Folli, che hanno perso sia la politica sia l’antipolitica. Ma a ben guardare chi in questi mesi ha occupato manu militari i mass media interpretando il ruolo sia della politica che del suo supremo rottamatore. La risposta è ovvia. L’astensionismo è frutto di una stanchezza antica per la politica cui si è aggiunta quella nuova nei confronti del chiacchiericcio senza fine e senza drammaticità di Renzi. Stia sereno Renzi. Vada avanti così. Noi per fortuna non siamo tranquilli, non siamo sereni”, conclude ‘Il Mattinale’.