“Resta da capire dove l’Esecutivo troverà i 18 miliardi di proventi da privatizzazioni previsti per quest’anno, dal momento che nessuna procedura amministrativa per mettere sul mercato quote di società partecipate dal Tesoro è ancora stata avviata e che queste richiedono mesi di tempo prima di essere finalizzate. Pensare che per la fine dell’anno il Ministero dell’Economia riesca a vendere partecipazioni in ENI, Enel e altre grandi aziende di Stato, con la seria possibilità che queste finiscano in mani estere, è pura utopia. Così, il debito pubblico, che oggi Banca d’Italia ha ricalcolato, per il 2018, al 132,2%, rischia di salire ancora di più, verso quota 140,0%, al limite del default. Con queste cifre, tutto ci si può aspettare tranne che la Commissione Europea consenta a questo Governo di aumentare ancora di più la spesa pubblica, come vorrebbero fare Salvini e Di Maio. Già andrà bene al nostro Paese se nella prossima finanziaria non verranno tassati i risparmi e la proprietà degli italiani”.