“Peccato che l’amico Speranza non legga i libri che gli regalo. Avrebbe evitato di dire le solite banalità o di ripetere il solito mantra della sua parte politica, ancora intrisa, evidentemente, di propaganda di stampo sovietico.
Ai tempi dell’esplosione dello spread con il governo Berlusconi i disoccupati e i cassintegrati erano la metà di adesso, il tasso di crescita era ancora positivo, il valore degli immobili era ai massimi livelli storici, i consumi non erano ancora crollati e la pressione fiscale era più bassa di tre punti rispetto all’attuale, il rapporto debito/Pil, infine, era più basso di quasi 10 punti.
L’Italia allora fu colpita da una violenta speculazione finanziaria usata scientificamente dal suo partito per far fuori il governo Berlusconi, legittimamente eletto. Nessun disastro nei conti pubblici, nessun precipizio. Lasci stare, il giovane Speranza, i luoghi comuni. Studi, se non vuole leggersi i miei libri, il meglio della letteratura sulla crisi a livello internazionale, che volentieri gli fornirò. Così farà meglio il suo mestiere. Con la propaganda e con le bugie non si va lontano”.