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Brunetta: Bankitalia, “Saccomanni smentito su tutto anche dai suoi ex colleghi, si dimetta”

 

 

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“Tu quoque Bankitalia. Povero ministro Saccomanni, smentito anche dai suoi ex colleghi. Su tutta la linea. Nel primo bollettino economico del 2014, pubblicato oggi, Banca d’Italia stima una crescita del Pil quest’anno dello 0,7% (contro l’1% dell’ultima previsione del governo, contenuta nella Legge di stabilità approvata a fine dicembre 2013). Sempre secondo Bankitalia, continua a ‘rappresentare un freno alla ripresa’ il calo dei prestiti alle imprese (-8% solo tra settembre e novembre 2013), così come segnali molto negativi vengono dai dati sulla disoccupazione, che continuerà a crescere per tutto il 2014 e il 2015, fino a sfiorare il 13%. Altro che ripresa. Altro che stabilizzazione del mercato del lavoro.

 

Povero Saccomanni, dopo la diffusione di questi dati drammatici, ha dovuto anche incontrare il Commissario per gli affari economici e monetari dell’Ue, Olli Rehn. E le ha prese anche da lui. Che ha confermato i numeri di Bankitalia e che per l’ennesima volta ha spronato l’Italia ad andare avanti con Spending review e privatizzazioni. Ricordiamo tutti l’intervista di Olli Rehn del 3 dicembre 2013 al quotidiano Repubblica, così come ricordiamo tutti le dichiarazioni del commissario europeo dello scorso 15 novembre con riferimento alla Legge di stabilità. Intervista e dichiarazioni in cui il commissario Ue sosteneva che l’Italia non sta rispettando il ritmo di riduzione del debito previsto dal Fiscal Compact e dal Six Pack; che la Spending review sarà valutata positivamente dalla Commissione europea non sulle intenzioni, ma solo se produrrà effetti concreti già nei primi mesi del 2014 (cosa che, ad oggi, non è avvenuta); e che, per quanto riguarda le privatizzazioni, nelle stime della Commissione il contributo alla riduzione del debito pubblico sarà minimo. Son passati 2 mesi, ma le parole di Olli Rehn sono, purtroppo, ancora attuali.

 

Cos’altro aggiungere? Nulla, se non la richiesta di dimissioni del ministro Saccomanni. Non era lui l’uomo della Provvidenza, l’uomo di Napolitano, l’uomo di Draghi, l’uomo che rassicurava i mercati, l’uomo che avrebbe ridato credibilità all’Italia e riportato il nostro paese su un sentiero virtuoso di crescita? Evidentemente no, tutt’altro”.