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Brunetta: Def, “Renzi fa trucchi politico-contabili per vincere europee”

 

Renzi

 

“Il Governo di Matteo Renzi fa trucchi politico-contabili per drogare la campagna elettorale e vincere le elezioni europee”, secondo il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, che in una conferenza stampa a Montecitorio ha illustrato il contenuto di una lettera inviata, tra gli altri, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai presidenti di Senato e Camera Pietro Grasso e Laura Boldrini e allo stesso presidente del Consiglio. Brunetta ha denunciato la “assoluta impercorribilità del decreto di venerdì prossimo che il presidente Renzi ha più volte annunciato”, sottolineando che per Forza Italia “ridurre la pressione fiscale attraverso il taglio della spesa” è “la via maestra per rilanciare il nostro paese”, e invece con le misure che il Governo sta adottando “non si riduce la pressione fiscale, non si fa taglio della spesa, solo trucchi politico-contabili per drogare la campagna elettorale e vincere le elezioni europee in spregio alle regole di bilancio, all’articolo 81 della Costituzione e ai regolamenti e trattati europei”. Per Brunetta, insomma, “si vuole comprare il consenso”, il che costituisce “un vulnus spaventoso alle regole democratiche”. Più specificamente, Brunetta ha affermato che il deficit nominale viene calcolato dal Governo Renzi al 2,6 per cento ma “il timore è che il deficit nominale possa passare da 2,6 per cento a oltre 3,5/3,6 per cento con ripercussione oltre il 2015”. Ne deriva che “se peggiora il deficit nomiale, non può non peggiorare il deficit strutturale”, ossia allo 0,8 per cento previsto dalla Commissione europea va aggiunto “un punto non coperto o mal coperto, ossia un deficit strutturale di 1,5 per cento verso 1,8 per cento, ovvero in piena procedura di infrazione”. Per Brunetta, “senza il decreto di venerdì, se l’Italia avesse dovuto obbedire all’early warning della Commissione europea avrebbe dovuto mettere già in conto nel Def 7-10 miliardi di euro, mentre il Governo Renzi dice di non voler fare alcuna manovra correttiva”. Ma poiché “nel Def non c’è traccia del parere previo della Commissione europea”, c’è da domandarsi se “è stato dato al telefono da Olli Rehn a Padoan”, e Brunetta chiede alle massime autorità dello Stato, a partire dal Presidente Giorgio Napolitano, che “venga evidenziato il parere della Commissione europea sulla volontà o necessità di discostamento dal Governo rispetto alla necessità di rientro” in violanzione dell’articolo 81 della Costituzione.