“Siamo contenti di vedere che anche Carlo Cottarelli, nella sua analisi recente sull’andamento dei conti pubblici italiani, sia giunto alle nostre stesse conclusioni. Il professor Cottarelli ha pienamente ragione quando sostiene, infatti, che, per effetto delle politiche economiche intraprese da questo Governo di buoni a nulla, l’Italia rischia un nuovo aumento dello spread al di sopra dei 300 punti base e un incremento del deficit pubblico al 3,5%. L’unico a non essersi accorto, o che fa finta di non accorgersi, di questo rischio è il Governo.
Come giustamente rileva Cottarelli, il peggioramento della crescita economica nel corso di quest’anno produrrà effetti negativi sulla nostra finanza pubblica, facendo aumentare il rapporto deficit/Pil e il debito che, stando alle ultime previsioni della Commissione Europea, dovrebbe salire oltre il 132,0% del Pil. L’unico punto sul quale non siamo completamente d’accordo con Cottarelli è quando afferma che la manovra correttiva non sarà necessaria quest’anno, ma dovrebbe essere fatta dall’Esecutivo l’anno prossimo. Che un intervento correttivo sia urgente, infatti, lo ha fatto capire a chiare lettere oggi il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, quando ha dichiarato, in tema di una possibile manovra correttiva da parte dell’Italia negata l’altro giorno dal vicepremier Matteo Salvini, che “Salvini non è il ministro dell’Economia”. La dichiarazione di Juncker lascia palesemente intendere che la Commissione Europea stia rapportandosi solamente con il ministro dell’Economia Giovanni Tria che, al contrario di Salvini, si è detto possibilista circa la correzione dei conti, dichiarando al question time di ieri che un aggiornamento del quadro macro e di finanza pubblica sarà fatto già nel DEF di aprile e che il Tesoro potrebbe utilizzare i 2 miliardi di euro stanziati a bilancio appositamente per ripianare l’eventuale eccesso di deficit.
Siamo completamente d’accordo con Cottarelli, invece, sul rischio di un aumento dello spread oltre la soglia dei 300 punti per effetto di un calo della fiducia degli investitori nei confronti del nostro Paese. Il sell-off potrebbe ripartire settimana prossima, dopo che domani sera l’agenzia di rating Fitch avrà pubblicato la sua pagella sull’Italia. In caso di downgrade del rating sovrano, scenario sul quale scommettono molti analisti, c’è da giurare che lunedì, alla riapertura dei mercati, scatteranno le vendite di massa sui nostri titoli di Stato. Anche se il downgrade non dovesse avvenire domani, tuttavia, altre due pagelle altrettanto importanti attendono il nostro Paese nelle prossime settimane, quella di Moody’s prima e quella di Standard and Poor’s poi. Sono queste le occasioni in cui lo spread potrebbe tornare a risalire sopra la soglia indicata da Cottarelli”.