“Che credibilità può avere un presidente del Consiglio che oggi dice di voler mettere in pratica politiche economiche appartenenti alla cultura e alla prassi del centrodestra, come sta facendo Renzi con la sua proposta sulla casa, senza fare un minimo di autocritica, senza pronunciare una parola di riconoscimento verso le politiche fiscali dell’opposizione, politiche che lo stesso presidente del Consiglio nella sua vita precedente di sindaco aveva ferocemente criticato? Che credibilità può avere un Partito democratico con i suoi gruppi parlamentari, da sempre anch’essi ferocemente contrari alla detassazione della prima casa, che oggi silenziosi chinano la testa di fronte al contrordine compagni? Delle due l’una: o aveva ragione Berlusconi quando cancellò l’Ici nel 2008 e cercò di ricancellarla con il governo Letta nel 2013, e avevano torto i sinistri del Pd – Renzi e Bersani in testa. E allora Renzi, se ha un briciolo di onestà intellettuale lo deve dire. O aveva ragione la sinistra sin da allora, sul fatto che detassare la prima casa è un errore. E allora non si capisce chi sia Renzi e cosa voglia fare, ma anche chi sia il Partito Democratico oggi e dove voglia arrivare, con suoi gruppi parlamentari che si apprestano ad approvare politiche fiscali contro la sua storia e i propri valori. Siamo veramente alla follia politica, siamo alla frutta democratica. Il produttore di tutto questo marasma ha un solo nome: Matteo Renzi, sorretto dalla pavidità della maggioranza opportunista del suo Partito Democratico e dei suoi gruppi parlamentari”.