“E’ opinione diffusa tra molti commentatori che, se è vero che agli annunci contenuti nelle famose slides del premier è seguito ben poco, le mirabolanti promesse rivoluzionarie siano dovute a una propensione del presidente del Consiglio dei ministri a un volontaristico ottimismo oltre che alla campagna elettorale, che ciò che ci viene offerto sia meglio di niente e che, quindi, la migliore reazione sia quella anglosassone del ‘wait and see’, cioè stiamo a vedere cosa succede. Non condividiamo questa opinione, pensiamo che la medicina degli annunci accoppiata a provvedimenti raffazzonati sia altamente pericolosa”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“Renzi si appropria del governo in un momento fortunato. E’ il momento di impostare una seria politica di crescita. Ma è questa politica che non c’è. Il DEF lo documenta. L’effetto sulla crescita dei provvedimenti, annunciati o attuati poco importa, è sostanzialmente nullo. L’occupazione non migliorerà come non migliorerà il tasso di crescita per effetto dei provvedimenti sul bonus Irpef o sull’Irap, sia per la loro irrilevanza quantitativa macroeconomica sia perché l’effetto di domanda verrà compensato dai tagli della spesa pubblica, o dall’aumento di altre tasse, necessari a finanziarli”.
“Fino ad oggi si è sentito di tutto in tema di spending review, poco in realtà è accaduto. Gli annunci roboanti di battaglia hanno effetti depressivi sull’economia anche se non seguiti da provvedimenti effettivi. La politica degli annunci può determinare effetti espansivi o depressivi a seconda del loro segno, ma le esternazioni senza fatti appartengono oggi alla seconda categoria, perché per troppo tempo indeterminate e minacciose e quindi in grado di generare una diffusa reazione precauzionale nella spesa privata in attesa di ciò che verrà deciso”.
“Il ministro dell’Economia sa che il problema del rilancio della crescita italiana non può non fondarsi che su un necessario doppio shock, dal lato della domanda e dal lato dell’offerta. In caso contrario, le previsioni disastrose sull’occupazione presentate dal DEF saranno purtroppo confermate. E queste previsioni sono la vera palla al piede del governo nelle trattative europee”, conclude Brunetta.