“Come volevasi dimostrare. Renzi ha la maggioranza nel suo partito, il Partito democratico, ma non ce l’ha nei gruppi parlamentari. Questo è il paradosso del renzismo, con quel che ne consegue.
Bersani dice: ‘la legge elettorale va cambiata’, ‘io non ci sto’, ‘sono sette-otto le cose da correggere e bisogna essere rapidi’.
A questo punto ci chiediamo: che dice Renzi? Che dicono i suoi alleati di maggioranza? Soprattutto, come la metterà Renzi con Berlusconi con cui aveva sottoscritto il 18 gennaio al Nazareno un patto solenne per cambiare la legge elettorale e fare le riforme istituzionali? Cosa dirà adesso Renzi a Berlusconi? Gli dirà ‘scusami tanto ma i miei non mi lasciano fare l’Italicum come avevamo concordato?’.
Se sull’Italicum Renzi non ha la maggioranza in Parlamento, allora non ce l’ha neanche sulla riforma del Senato, sulla riforma del Titolo V e sull’abolizione del Cnel, così come non ce l’ha sul decreto Poletti per la flessibilità del mercato lavoro, e sulla delega per la riforma del lavoro, così pomposamente definita Jobs Act, così come non ce l’avrà sulla riforma della pubblica amministrazione, così come non ce l’avrà sulla riforma della giustizia. Insomma, Renzi, non me ne voglia, una tigre di carta.
Mi sa che quello che avevamo detto dall’inizio comincia a emergere come realtà: Renzi ha la maggioranza nel partito ma non nei gruppi parlamentari. Quindi Renzi non può prendere nessun impegno di governo perchè non è in grado di farlo rispettare. Il resto sono solo chiacchiere, fuffa, funambolismi, che stanno illudendo solo chi vuol farsi illudere e stanno ingannando gli italiani”.