“Parità di genere? Non mi pare che la Thatcher ne abbia avuto bisogno per emergere. Anche nel Pd la maggioranza la pensa così, noi abbiamo le carte in regola: è stato il governo Berlusconi, grazie all’allora ministro Prestigiacomo, a inserire in Costituzione le pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive. Il problema è quello di trovare il sistema migliore per arrivare all’obiettivo. Su questo le opinioni sono diverse”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “la Repubblica”.
Forza Italia è “un partito monarchico e anarchico. C’è libertà di sottoscrivere documenti e di contarsi, su questo non c’è disciplina di gruppo. Ma la posizione maggioritaria è quella che rappresento io. Da economista ho studiato a lungo il problema della discriminazione sul lavoro e nella società. Ci sono due modi per affrontarla. Quello delle quote e quello degli incentivi. E’ dimostrato che il sistema delle quote ha delle forti controindicazioni: il soggetto che ne usufruisce subisce poi uno stigma sociale, viene percepito come un raccomandato. E il paradosso è che viene poi discriminato da quelli che sono riusciti a passare per meriti propri e non ope legis”.
“Nella storia anche gli alti sono passati davanti ai bassi, i ricchi davanti ai meno ricchi, i bianchi davanti ai neri. Le discriminazioni sono tante. Se poi le quote sono in mano a chi detiene il potere, diventano un altro modo per perpetuare gli squilibri”.
Sta dicendo che le liste continuerebbero a farle gli uomini, piazzando le donne più ubbidienti e non quelle più meritevoli? “Quelle più ubbidienti… o peggio. All’interno del Pd e di Forza Italia è in corso una discussione, ma deve essere chiaro che nessuno ha la verità in tasca. Ci sono due valori contrapposti. Il valore del merito, la capacità effettiva di rappresentanza e il superamento strutturale di uno squilibrio di genere. Entrambi meritevoli di tutela”.
Come finirà? “L’accordo tra noi e il Pd prevede che si mantenga il testo attuale senza approvare gli emendamenti sulla obbligatorietà dei capilista uomo/donna, lasciando libertà ai partiti di trovare il modo migliore per riequilibrare la rappresentanza di genere”.
Gli emendamenti verranno bocciati con il voto segreto? “Io preferisco il voto palese, è meglio che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Il governo si è impegnato a dare parere negativo sugli emendamenti. E il Pd e Forza Italia si sono impegnati e votare contro”, conclude Brunetta.