“Più passa il tempo più i disastri del governo Monti vengono alla luce. L’ultima puntata l’ha scritta la Corte dei Conti, che ha dichiarato illegittimo l’esborso di 3 miliardi di euro a favore della banca d’affari Morgan Stanley inserito frettolosamente da Monti nel decreto cosiddetto “Salva Italia” a dicembre 2011”. Lo afferma, in una nota, il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta.
“Nel pieno della crisi economica – aggiunge –, il principale pensiero dell’allora premier fu infatti pagare i nostri cecchini. Da quel momento lo abbiamo denunciato più volte, e abbiamo agito in Parlamento con interrogazioni e interpellanze al Ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, chiedendo chiarimenti sul rapporto non del tutto trasparente tra il Tesoro italiano e le banche internazionali che da un lato acquistano i nostri titoli del debito pubblico sul mercato primario e dall’altro – prosegue Brunetta – chiedono in cambio di stipulare costosissimi contratti derivati, con clausole leonine come appunto quella che ha comportato il pagamento di tre miliardi a Morgan Stanley di cui oggi la Corte dei Conti chiede la restituzione. Più volte abbiamo anche interpellato la responsabile del Debito Pubblico italiano, dottoressa Maria Cannata, ponendo gli stessi quesiti posti al ministro e chiedendo l’accesso agli atti. Nessuna risposta ovviamente da nessuno dei due. Né tanto meno è stato possibile visionare alcuno dei contratti incriminati”.
Per l’esponente azzurro “Evidentemente sia il ministro Padoan che, forse anche di più, la dottoressa Cannata hanno qualcosa da nascondere. Davanti alla nuova dimostrazione che le nostre richieste non erano peregrine, cosa hanno da dire, quindi, i due interpellati? Cosa ha da dire il disastroso professor Monti? Non dimentichiamo che su questa vicenda indaga la procura di Trani e già molto è venuto alla luce. Ma qualcuno continua a voler nascondere la verità. Noi – continua – non ci arrendiamo e torniamo a chiedere a gran voce al presidente del Consiglio pro-tempore, Matteo Renzi, l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti oscuri che nell’estate-autunno del 2011 hanno portato, nel complice silenzio dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla caduta dell’ultimo governo democraticamente eletto e spalancato le porte al Senatore a vita Monti e ai successivi governi Letta e Renzi. Davanti all’evidenza – conclude Brunetta – non possiamo più tacere”.