“A Trani è in corso un processo sulle agenzie di rating che avrebbero, tra maggio del 2011 e gennaio del 2012, dato giudizi sull’Italia non corrispondenti al vero. Non lo dico io, lo dice un’indagine che dovrà arrivare a delle conclusioni. Veniamo a sapere dal libro di Friedman che il presidente della Repubblica contatta il professor Monti tra maggio e giugno perchè fosse disponibile ad assumere l’incarico di presidente del Consiglio mentre c’era un legittimo presidente del Consiglio che si chiamava Silvio Berlusconi”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, a SkyTg24, presentando il suo nuovo libro “Il grande imbroglio 3”.
“Allora, a maggio del 2011, non c’era alcun problema con lo spread, i conti dell’Italia erano sotto controllo, e l’Europa diceva ‘va tutto bene’, perchè in quel Consiglio di giugno del 2011 l’Italia fu promossa a pieni voti. Da lì nasce tutto, da lì ci sono le vendite di titoli da parte di Deutsche-bank che innesca la grande speculazione e da lì schizza verso l’alto lo spread, che come abbiamo cercato di dimostrare in 750 pagine scritte in questi tre anni, schizza verso l’alto a causa di una grande speculazione sul nostro debito sovrano”.
“Adesso noi abbiamo il 132/133% del rapporto debito/pil, sa quando schizzava verso l’altro lo spread quanto era il rapporto debito/pil? Era 120%, 13 punti in meno. Il tasso di crescita era ancora positivo e adesso è negativo, il tasso di disoccupazione era più basso di 4 o 5 punti, quello giovanile era della metà, i consumi erano più alti, assolutamente più alti. Quindi le condizioni economiche, ce lo ricordiamo tutti, erano assolutamente migliori di adesso. Mi dice cosa misurava lo spread allora? Se non un grande imbroglio e una grande speculazione”, conclude Brunetta.