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Brunetta: Referendum, “Spacchettamento? Espediente patetico per depotenziare sconfitta”

 

“Sui quotidiani i commentatori più avveduti, da Stefano Folli a Massimo Franco a Ugo Magri, riconoscono la difficoltà estrema in cui versa Renzi e il renzismo con lui.
L’invenzione dello spacchettamento non ha basi giuridiche e politiche. E’ un espediente abbastanza patetico per depotenziare la sconfitta totale e imminente di Renzi in un accidente superabile”.

Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“Ma come da fronti opposti ho fatto notare io (è giuridicamente, politicamente, costituzionalmente impossibile) e Stefano Ceccanti (‘un testo votato come unico per 6 volte dalle Camere non può che essere votato come unico al passaggio popolare’) lo spacchettamento in 4-5-6 quesiti è una via contorta e impraticabile, anche se Giuliano Amato in un’intervista a Radio Radicale l’ha addirittura sponsorizzata. Misteri!

In realtà Renzi è davanti a un bivio dove entrambe le strade finiscono per lui nel burrone. Un atteggiamento orgogliosamente tetragono, nonostante i sondaggi e l’evidente umore popolare, lo porterebbe a una clamorosa sconfitta del ‘sì’ al referendum.

L’invito debenedettiano a ricomporsi e a scegliere la via della mutazione di se stesso, accettando modifiche e dunque scostando le riforme dalla sua figura e dal governo, equivarrebbero a una dichiarazione di morte in vita.

Conoscendolo preferirà la disfida totale, perdendo e poi pretendendo di poter risorgere come l’araba fenice, piuttosto che   rinunciare al suo incedere da Duca Valentino alla conquista dell’Italia. Salvo poi perdere tutto”, conclude Brunetta.