“Una cosa buona Renzi oggi l’ha detta: ‘Per il calo dello spread bisogna ringraziare non solo i governi passati, ma un italiano che ha lavorato nell’interesse dell’Europa: Mario Draghi. È suo il merito fondamentale’. In altri termini, Renzi oggi ha riconosciuto che la corsa al rialzo dello spread dall’estate-autunno 2011 è stata frutto della speculazione finanziaria e non è stata domata né dal governo Monti né dal governo Letta, ma solo e soltanto dal governatore della Bce, Mario Draghi.
Quando davanti all’ennesima impennata dello spread del 26 luglio 2012, legata a timori di uscita della Grecia dall’area euro, da Londra si impegnò a fare: ‘Whatever it takes’ per difendere la moneta unica. È, infatti, da quel giorno che lo spread ha cominciato a diminuire, in maniera strutturale e irreversibile. In barba a Monti, in barba a Letta, e in barba a tutti gli ‘strumentalizzatori’ che avevano attribuito al governo Berlusconi le responsabilità della crisi.
Finalmente l’imbroglio oggi è stato riconosciuto anche da Renzi: si è trattato di una grande speculazione, di una grave crisi finanziaria che, data l’impotenza e l’atteggiamento passivo della Commissione europea di Barroso, tutta appiattita ai diktat del governo tedesco di Angela Merkel, poteva essere risolta solo dalla Bce di Mario Draghi. Così è stato. Benvenuto Renzi tra chi ha denunciato il grande imbroglio dello spread mentre era ancora in corso. E continua a farlo, per amor di verità”.