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Brunetta: Volkswagen, “Ha acceso riflettori su contraddizioni tedesche, ora reflazione”

 

“L’Europa tedesca è finita, e questo è un bene. Io lo vado dicendo da anni. Tutti i giudizi sull’Europa fino ad oggi sono stati condizionati da questo, dall’Europa tedesca. Europa tedesca vuol dire un’Europa che fa le regole per gli interessi della Germania. E quello che va contro la Germania non è accettato”.

Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo alla manifestazione “Atreju”, in corso a Roma.

“La Germania costringe tutti gli altri Paesi a fare i compiti a casa. Ma la supremazia della Germania in Europa è stata raggiunta senza rispettare le regole. Da quando Hartz fece i mini job, le leggi Hartz sono state l’inizio di tutto, fino ad Angela Merkel di oggi”.

“La Germania da sempre scarica sull’Europa le sue contraddizioni. E tutto questo è esploso in modo incredibile con la gestione della crisi scoppiata nel 2007. La Germania non è stata in grado di gestirla ed ha mandato a picco tutto il continente. Nasce la teoria dei compiti a casa, la teoria dell’austerità, la teoria del ‘sangue sudore e lacrime’. ‘Sei in crisi, è colpa tua'”.

“I Paesi in deficit in Europa vengono visti come dannati, i Paesi in surplus, tra i quali la Germania, vengono considerati virtuosi. Falso. Sbagliato. Il surplus fa male tanto e più del deficit: il deficit fa male solo al Paese che lo ha, il surplus fa male a tutti gli altri”.

“Quest’Europa tedesca così non può andare avanti. Santa Volkswagen che ha fatto accendere i riflettori sulle contraddizioni tedesche. Questo è il momento per la Germania di reflazionare, tagliare il proprio surplus e tagliando il proprio surplus fare la locomotiva dell’Europa. Solo così può cambiare l’Europa. Se l’Europa non cresce l’anti-Europa vince”, ha sottolineato Brunetta.