“La coraggiosa operazione verità lanciata dal ministro dell’economia Giovanni Tria sta cominciando a sortire i suoi primi effetti. Dopo aver dichiarato, infatti, che l’economia italiana non crescerà nel 2019, allineandosi alle previsioni delle principali istituzioni internazionali, oggi il vice premier Luigi Di Maio è stato costretto ad ammettere che il ministro Tria ha ragione, certificando di fatto che nel prossimo Documento di Economia e Finanze il quadro macroeconomico abbasserà le stime di crescita del Pil tendenziale dal +1,0% a zero. Con i nuovi dati, il Tesoro sarà costretto, di conseguenza, a rivedere al rialzo le stime dei rapporti deficit/Pil e debito/Pil per i prossimi anni, obbligandosi a spiegare quali azioni il Governo intenderà attuare per ridurre l’indebitamento. La mossa del ministro Tria di rivedere a zero la crescita per il 2019 è saggia, considerando che tutti i previsori facenti parte del panel di osservatori preso in considerazione dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio per la validazione del quadro macro hanno previsto una crescita nulla. Nel caso il Tesoro si discostasse troppo dallo 0%, la conseguenza immediata sarebbe la bocciatura del DEF da parte dell’UPB. Una circostanza che darebbe il destro alla Commissione Europea per aprire la procedura di infrazione per debito eccessivo risparmiata all’Italia lo scorso dicembre”.