“I centri per l’impiego non funzionano e, verosimilmente, non funzioneranno mai; le imprese non forniscono e non forniranno mai ai centri per l’impiego i fabbisogni per coprire i loro posti di lavoro vacanti; in compenso tutti riceveranno il RdC, essendo illusoria qualsiasi possibilità di verifica. Il migliore dei mondi possibili per l’italico opportunismo socio-politico.
Un decreto caos irresponsabile e clientelare, produttore di assistenzialismo, lavoro nero, che avvelena i pozzi tanto del buon funzionamento del mercato del lavoro, quanto dell’equità del welfare pensionistico. Un mostro giuridico ingestibile, per di più approvato per decreto, soggetto ai cambiamenti e alle forche caudine del passaggio parlamentare. Un sarchiapone che produrrà iniquità, opportunismi, conflitti sociali e distributivi a non finire, che premierà l’evasione, in un’Italia in recessione e disperata. Speriamo almeno un po’ disillusa.
Grazie Salvini, grazie Di Maio. Abbiamo capito la vostra filosofia: siete contro il lavoro. Lo ritenete un male da cui fuggire il più presto possibile nel buen retiro della pensione. Meglio ancora se lo si può evitare, campando a spese dello Stato, grazie al reddito e alla pensione di cittadinanza”.
Lo scrivono in un editoriale sul ‘Il Foglio’ Renato Brunetta e Giuliano Cazzola, dal titolo “Abolito il lavoro, non la povertà”.