“Il Decreto Crescita non è ancora stato approvato dal Consiglio dei Ministri che già è stato bocciato dagli esperti che l’hanno visionato. Il provvedimento, che nelle dichiarazioni del Governo dovrebbe essere addirittura quello che traghetterà l’Italia fuori dalla crisi, grazie alle sue straordinarie misure di politica economica in esso contenute, non è affatto un ‘bazooka della crescita’, come ha scritto l’agenzia Bloomberg dopo averlo studiato a fondo, ma soltanto un’accozzaglia di ‘misure di piccolo taglio’. In altre parole, è la classica montagna che partorisce il topolino.
Con una economia entrata in recessione nel 2018, che non crescerà affatto nel 2019 e con un deficit e debito che viaggiano al rialzo, ecco che i mercati hanno già smascherato il bluff di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che volevano vendere il decreto come il mezzo per rivoltare come un guanto l’economia italiana. Nessun effetto stravolgente, quindi, solo norme che non contribuiranno affatto ad aumentare il tasso di crescita del Pil per il 2019, che nel DEF verrà abbassato ad un misero +0,1%, quando ancora lo scorso Gennaio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, da Davos, scommetteva sul +1,5%. La maggioranza giallo-verde è preoccupata nel vedere come la sua politica economica tutta basata sull’assistenzialismo si sia rivelata un fallimento totale e sa benissimo che gli investitori internazionali la stanno aspettando al varco, così come gli elettori, ai quali adesso bisognerà dare spiegazioni. Tanto che, come ricorda Lorenzo Totaro, l’autore dell’articolo di Bloomberg, dopo lo scoop sul taglio della crescita italiana, la Borsa di Milano ha subito perso terreno e l’euro si è indebolito nei confronti del dollaro”.