“Luigi Di Maio e Matteo Salvini sanno benissimo che un calo dell’economia è sinonimo di un aumento dello spread. Per questo motivo stanno facendo di tutto per far apparire nel DEF una situazione economica in ripresa. Sanno benissimo che il decreto crescita non produrrà alcun effetto sul Pil: fossero così convinti, avrebbero inserito quelle misure già nella Legge di Bilancio. L’approvazione del decreto serve solo per avere un presupposto per gonfiare di qualche decimale in più la crescita del Pil. Se poi questa non ci sarà, è già pronto il capro espiatorio, il solito ministro Tria. Il quale, se fosse stato ascoltato sin da subito dai due vicepremier, avrebbe forse evitato all’Italia l’entrata in recessione, considerata la sua volontà di impostare una politica economica su investimenti pubblici e taglio delle tasse e non sul reddito di cittadinanza e la quota 100. Adesso è troppo tardi. Risorse non ce ne sono più e la credibilità di questo Governo è nulla. La bocciatura degli analisti del testo del decreto prima ancora della sua approvazione la dice tutta su quante possibilità abbia la nostra economia da uscire dal tunnel imboccato con questo Esecutivo di buoni a nulla”.