
La mia dichiarazione, in qualità di Presidente della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità (VSF), in occasione dell’evento di lancio della Presidenza italiana 2026-2027 dell’EUSAIR, la strategia macroregionale per la regione adriatico-ionica, articolata nei quattro pilastri dei collegamenti, della crescita blu, della qualità ambientale e del turismo sostenibile.
“Il Mediterraneo è tornato centrale. E dentro questa nuova centralità il Nordest italiano ha un valore strategico straordinario. L’Alto Adriatico e l’intero «golfo di Venezia» possono diventare la porta d’Europa verso l’Est e verso i mercati globali. Bisogna essere pronti a cogliere l’opportunità della presidenza italiana. Venezia, Trieste, Ravenna, Koper e l’intero Alto Adriatico devono essere letti come un unico grande sistema infrastrutturale integrato, capace di proiettare l’economia del Nordest verso i nuovi assi geopolitici del mondo.
Guardiamo a sud-est, verso Suez e Hormuz. Guardiamo a est, verso il Mar Nero e la futura ricostruzione dell’Ucraina, che ci auguriamo avvenga presto. Guardiamo al Mediterraneo orientale, ai processi di stabilizzazione che riguarderanno prospetticamente l’intero quadrante del Levante. Tutto questo produrrà una domanda immensa di logistica, cantieristica, meccanica, infrastrutture, tecnologia, componentistica industriale. E qui il Nordest possiede un vantaggio competitivo unico, perché rappresenta il meglio del sistema produttivo europeo”.
Sui temi dei corridoi e dell’integrazione portuale la Fondazione VSF era già intervenuta il 28 maggio scorso con la conferenza “Porti, interporti e corridoi. Venezia e l’Alto Adriatico come porta dei traffici verso l’Est”, ospitata nella Sala degli Squadratori dell’Arsenale nell’ambito del Salone Nautico di Venezia. All’incontro, organizzato con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, il Comune di Venezia e VE.LA Spa, si era discusso dell’integrazione dell’arco portuale nord-adriatico — Venezia-Chioggia, Ravenna e Trieste, con Koper e Rijeka — e del suo raccordo con gli interporti di Padova, Verona, Pordenone e Cervignano, in una prospettiva di sistema portuale nazionale a doppio affaccio, tirrenico e adriatico.