“Quando Salvini favoleggia riduzioni al 20% dell’attuale aliquota IRPEF del 23% dimostra non soltanto una totale assenza di realismo rispetto al vicolo cieco fiscale in cui questo Governo ha condotto l’Italia, ma anche totale mancanza di conoscenza del sistema fiscale.
Scegliendo di puntare tutto su misure esplosive di spesa previdenziale e assistenziale, invece che su misure di riduzione della pressione fiscale, tanto che sarà già un miracolo evitare l’aumento dell’IVA, qualsiasi promessa di futura riduzione serve solo a scavallare le europee.
Inoltre, anche ammesso che si tornasse indietro dal reddito di cittadinanza e si puntasse la barra sulla riduzione della pressione fiscale, cosa certamente non possibile con questo Governo gialloverde, ridurre l’aliquota IRPEF dal 23% al 20% significa mettere sul piatto circa 14 miliardi di minore gettito IRPEF per distribuire a pioggia un risparmio fiscale individuale mai superiore a 450 euro.
Meno della metà dei 960 euro di risparmio fiscale assicurati dagli 80 euro di Renzi.
Con 14 miliardi si potrebbe piuttosto eliminare completamente le aliquote IRPEF del 38% e del 41% e alzare a 150mila euro la soglia da cui far partire l’aliquota del 43%.
Un vero primo passo verso la flat tax per tutti, non la buffonata della flat tax al 15% per meno del 7% delle partite IVA, pari a meno dell’1% dei contribuenti italiani.
A forza di frequentare gli statalisti assistenzialisti gialli, gli amici verdi di Salvini non solo stanno trasformando in una favola una riduzione della pressione fiscale che con il centrodestra potrebbe essere realtà, ma stanno pure cominciando a raccontare male la favola”.