“Le clausole di salvaguardia sono semplicemente un escamotage per differire un aumento di tasse che per i prossimi due anni ammonta alla cifra monstre di 47 miliardi di euro. Queste, sono ormai diventate un grande schema di Ponzi (vale a dire una truffa bella e buona), nel quale il Governo posticipa ogni anno il loro scatto, che comporterebbe un enorme aumento dell’Iva, che secondo gli economisti sarebbe sufficiente per mandare ko i consumi e, di riflesso, il Pil.
Come uscire da questo circolo vizioso? Delle due l’una. O si va avanti ancora per anni a fare come si sta facendo attualmente, differendo di anno in anno l’aumento delle imposte, ma togliendo al Governo qualsiasi spazio fiscale per ridurre le tasse o aumentare le spese del welfare, condannando così l’economia italiana a una fase di stagnazione pluriennale, salvo aumentare il debito pubblico a livelli insostenibili, o si decide di far scattare da subito l’aumento, accettando di far passare al Paese un annus horribilis ma liberando poi risorse per diminuire la tassazione, possibilmente quella diretta, che ha impatti più significativi e avversi sull’economia. Questa seconda opzione era quella che stava studiando l’ex ministro dell’economia Giovanni Tria e che l’attuale ministro Gualtieri sembrerebbe voler sposare. Entrambe le opzioni, in ogni caso, non sono indolori. Ma nel modo in cui si sono messe le cose, per colpa dei precedenti Esecutivi che sull’Iva si sono comportati in modo irresponsabile, si tratta di dover scegliere tra il minore dei mali. Se adottare l’approccio della stagnazione pluriennale o quello della “doccia fredda” è una scelta che spetta solo ed esclusivamente a questo Esecutivo”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.