“Nella sua intervista su Libero sulla flat tax l’amico Siri commette una serie di errori tecnici che rendono davvero difficile pensare che abbia contezza di un progetto ambizioso che speriamo non naufraghi per pressappochismo. Innanzitutto sbaglia quando dice che resterà l’attuale no tax area di 8.000 euro, perché oggi non esiste alcuna no tax area: esistono le detrazioni di lavoro che, per i soli dipendenti e pensionati, azzerano l’impostazione fino a 8.000 euro. Queste detrazioni allora restano? Questo aumenta considerevolmente il minor gettito e di conseguenza aumenta le coperture richieste. E i lavoratori autonomi? Continuiamo a discriminarli oppure portiamo pure loro a 8.000 euro di esenzione con oneri finanziari ulteriori? E d’altro canto, senza una no tax area consistente, per tutti coloro che hanno reddito fino a 20.000 euro la flat tax al 15% aumenterebbe le tasse invece che diminuirle. Proprio per questa evidenza tecnica Forza Italia aveva previsto una no tax area a 12000 euro bilanciata da una aliquota più alta al 23%, mentre la Lega, consapevole che senza corrertivi aumenterebbe le tasse ai più deboli, preferisce mettere in campo un astruso meccanismo di salvaguardia che consente di usare le vecchie regole se più vantaggiose, creando una mostruosa duplicazione di conteggi e di sistemi fiscali all’insegna della complicazione inutile e dannosa: l’esatto contrario della semplificazione che una flat tax fatta bene consente. Tutto questo per tacere della previsione dell’amico Siri di recuperare addirittura 35 miliardi dalla rottamazione di cartelle molte delle quali sono già state rottamate: si possono incassare bei soldi, ma 35 miliardi non stanno né in cielo né in terra. Di fronte a tanta approssimazione anche dopo che la campagna elettorale è finita ed è l’ora della precisione tecnica, siamo preoccupati per il buon esito di un progetto che, se fatto in modo serio e credibile, può invece essere realizzato”.