“I mercati finanziari sono di nuovo coi fari puntati suIl’Italia, dopo che il Governo giallo-rosso appare già in piena crisi, ad appena 23 giorni dal suo insediamento. La luna di miele sembra quindi già finita. L’ex premier Matteo Renzi ha, infatti, dichiarato che il suo partito potrebbe non votare la Legge di Bilancio nel caso in cui questa contenga un aumento, anche soltanto parziale, dell’Iva. Una posizione che ha costretto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a convocare d’urgenza una riunione a palazzo Chigi per tentare di mediare.
Le parole di Renzi sono giunte subito dopo l’intervento del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il quale ha dovuto alzare bandiera bianca proprio sulla misura più importante che sarà contenuta nella prossima manovra finanziaria, ammettendo, dopo aver visto lo stato dei conti pubblici, che non ci sono risorse per poter disinnescare tutti i 23,1 miliardi di euro di clausole di salvaguardia. Il ministro, gli va riconosciuto, ha già imparato la lezione che la prima cosa da fare sui conti pubblici è rassicurare i mercati. Tanto che ieri ha dichiarato che il rapporto deficit/Pil per il 2020 sarà compreso tra il 2,0% e il 2,4% (probabilmente 2,1%), perché è meglio “non lasciarsi andare ad annunci che possano provocare una impennata dello spread”.
In altre parole, meglio volare basso, per evitare scontri con la Commissione Europea e non innervosire investitori e agenzie di rating, che fra l’altro dovranno esprimersi il prossimo ottobre proprio sul debito italiano. L’esatto contrario di quanto fatto dallo scorso Governo esattamente un anno fa, quando Lega e Movimento Cinque Stelle, con il parere contrario del ministro dell’Economia Giovanni Tria, dichiararono la volontà di sfondare le regole europee sul deficit, salvo poi fare un clamoroso passo indietro per evitare l’apertura di una procedura d’infrazione da parte di Bruxelles”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.