“Nonostante la situazione dei conti pubblici, il Governo continua incredibilmente a tacere sulle prossime cifre del DEF. Nessuna informazione sull’aggiornamento delle previsioni di crescita, nulla sulle cifre del quadro programmatico, che peraltro non è ancora dato sapere se sarà presentato, come impone la Legge di Bilancio, o verrà posticipato a dopo le elezioni europee, come sostiene insistentemente la stampa nazionale. Niente neppure sulle decisioni riguardanti l’aumento dell’IVA a partire dal prossimo gennaio, sempre negato dal Governo ma senza spiegare dove verranno trovati i 23,1 miliardi necessari ad evitarlo. Lega e Cinque Stelle continuano, al contrario, a voler approvare in fretta e furia sempre più decreti che vogliono far credere possano aumentare il Pil nel breve periodo, come lo “sblocca cantieri” e il “pro-crescita”.
L’obiettivo è solo quello di poter avere un motivo per gonfiare un po’ i dati del Pil, pur sapendo che la Commissione Europea, le agenzie di rating e gli investitori, che i calcoli sanno fare bene, non crederanno affatto a questi dati. Il povero ministro dell’Economia Giovanni Tria, pur animato da tutte le buone intenzioni ma continuamente sminuito dai due vicepremier Di Maio e Salvini, sembra non aver la forza per imporre la sua ragionevole politica economica e per lanciare una “forward guidance” sui conti pubblici in grado di rassicurare istituzioni comunitarie e mercati finanziari. Così, nell’incertezza, aumentano le “vulnerabilità” del Paese al rallentamento economico dell’Eurozona, come scritto ieri dal Fondo Monetario, e il divario di produttività del fattore lavoro rispetto agli altri paesi europei, come certificato sempre ieri dall’ISTAT. Mentre quella italiana è aumentata solamente del +0,4% negli ultimi 16 anni, tutti gli altri paesi europei hanno fatto segnare aumenti a doppia cifra”.