“Gli operatori finanziari, le grandi banche d’affari e i trader sanno meglio dei funzionari del Tesoro come funzionano le cose sui mercati azionari e hanno ormai compreso come le privatizzazioni non si possono fare. Anche perché, manca del tutto la volontà politica per farlo. Possiamo forse immaginarci il Movimento Cinque Stelle o la Lega, che hanno fatto del sovranismo e del nazionalismo le loro bandiere, mettere sul mercato l’ENI o l’ENEL, i due gioielli di Stato italiani, a cinesi o americani, facendo perdere il controllo delle società che gestiscono il petrolio o l’elettricità? Nel frattempo la Commissione Europea vigila e sta aspettando al varco il Governo. Nel caso i 18 miliardi non dovessero arrivare, Bruxelles avrebbe la prova che l’Esecutivo Conte ha truccato i conti pubblici e avrebbe la motivazione giusta per aprire una pesantissima procedura di infrazione per debito eccessivo.
Chiediamo, quindi, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di sapere al più presto cosa il suo Governo intende vendere e se ritiene di poter confermare l’obiettivo di incassare 18 miliardi dalla vendita di società pubbliche entro i prossimi 7 mesi. In caso contrario, temiamo che la reazione dei mercati finanziari e di Bruxelles sarà durissima”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.