
Si è svolta oggi la riunione del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation (VSF) durante la quale è stato approvato il Programma di attività 2026 e il budget triennale 2026-2028.
Nel Programma 2026 sono state confermate le 9 aree tematiche di attività di VSF – Idrogeno, Transizione energetica e ambiente, Venezia città campus. Residenzialità, Turismo sostenibile, Innovazione, Inclusione sociale, Cultura della legalità e Produzioni culturali innovative – e le 4 aree di attività trasversali quali lo sviluppo dello scenario obiettivo di sostenibilità integrata, lo sviluppo e la promozione di strumenti di finanza sostenibile, l’attuazione del ruolo di Venezia Resilience hub nell’ambito del progetto ONU making Cities Resilent 2030 e le attività preliminari per l’organizzazione della 3° Biennale della Sostenibilità che si svolgerà nel 2027.
Le linee programmatiche 2026 sono racchiuse in 4 punti:
Nel corso dell’incontro sono stati ripercorsi i momenti più significativi e il lavoro svolto nel 2025 che ha visto la realizzazione di numerosi eventi nazionali e internazionali realizzati nell’ambito della seconda edizione della Biennale della Sostenibilità con l’obiettivo di contribuire alla creazione di un modello integrato (ambientale, economico, sociale e culturale) di sviluppo sostenibile per la Città di Venezia e il suo territorio metropolitano.
Sul piano economico il Bilancio previsionale 2026-2028 si pone in continuità con gli scopi di equilibrio tra risorse disponibili e obiettivi strategici, proseguendo nella costruzione di solide basi per il futuro della Fondazione alla luce dei principi di gestione responsabile e trasparente delle risorse in linea con le aspettative dei partner e dei soci.
“Siamo particolarmente orgogliosi di quello che abbiamo realizzato fino ad ora – ha commentato il Presidente VSF Renato Brunetta – Siamo l’istituzione maggiormente presente nelle organizzazioni internazionali che trattano temi come l’ambiente e la transizione energetica. La nostra forza, il nostro valore è nel network dei soci che andremo a consolidare e ad allargare attraverso attività strategiche. La Fondazione si impegnerà nei prossimi mesi come catalizzatore per contribuire ad affrontare le criticità che stanno avvolgendo il nostro quadrante geopolitico. Venezia e il Veneto potrebbero avere un ruolo straordinario nel prossimo futuro, una volta raggiunta la pace: mettere a disposizione la cultura e le imprese di questa Regione per la ricostruzione. Penso a Gaza, alla Siria, all’Ucraina. La Fondazione ha tutte le interlocuzioni e il capitale umano e organizzativo a disposizione. Ci siamo dati una piccola, grande missione: Venezia può non solo salvare il mondo dai cambiamenti climatici con il Mose, straordinaria opera ingegneristica italiana, ma ricostruire pezzi di mondo con le sue imprese, con la sua cultura”.