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IL MATTINALE (FI): ANGELINO 1 CONTRO ANGELINO 2, ALFANO VOLTAGABBANA DI SE STESSO

 

 

ALFANO

“ ‘Il sistema delle preferenze è troppo costoso. Alla fine chi paga?’ Alfano 1. 

 

In Parlamento proporremo le preferenze, perché ciascuno deve chiedere il voto per sé, con il proprio cognome. Alfano 2.

 

 

 

 

Cos’è? Un dibattito elettorale tra due gemelli nemici tra loro? Magari un’omonimia? Ecco sì. Gioachino (sottosegretario Ncd), contro Angelino (vicepremier). Invece è Angelino contro Angelino. O meglio: la versione di Alfano del 2011 contro la versione di Alfano 2014”. Lo scrive “Il Mattinale”, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

 

“Motivo del contendere, l’inserimento delle preferenze al posto dei listini bloccati nella riforma elettorale, divenuto questione vitale per il Ncd, per l’ala conservatorista del Pd e anche per il M5s dell’ultima ora. Una strana comunità d’intenti che sprigiona tutta la disperazione di chi si sente fuori dai giochi, ai margini, subalterno”.

 

“La disperazione del ripensamento di Alfano, la mossa di chi non ha niente da perdere (se non sedie e poltrone) e cerca di salvare il suo partitino da una fine già scritta in partenza. A due mesi dalla sua comparsa, il Ncd è già una comparsa”. “Lo dimostra il fatto – prosegue ‘Il Mattinale’ – che i rumors che circolano a Montecitorio vorrebbero la riesumazione di un terzo polo in cui far confluire tutti i partitini per tenerli in vita”.

 

“La disperazione degli esponenti dell’ala del Pd, indignata dall’accordo Renzi-Berlusconi, che gridano allo scandalo per l’intesa raggiunta sulle mini liste bloccate, gli stessi che in tempi non sospetti rivendicavano l’importanza delle liste bloccate”.

 

“La disperazione dell’ultima ora del M5s, che per bocca del senatore Morra ha dichiarato fedeltà incondizionata alle preferenze e a chiunque ne sostenga l’introduzione”.

 

“Poco importa se nei grandi paesi europei non si vota con le preferenze. Poco importa se c’è il rischio di incentivare il clientelismo ed i voti di scambio, poco importa se nel 1991 il 95,6 % degli italiani votò a favore dell’abolizione di questo sistema, fatta salva la preferenza unica utilizzata nelle elezioni politiche del 1992.A noi tutto ciò importa. Noi abbiamo il difetto di essere coerenti con i nostri elettori e di essere consapevoli della responsabilità di cui siamo investiti. In attesa della prossima versione di Alfano (e affini)”, conclude “Il Mattinale”.