“Berlusconi c’è, ed il suo sguardo sul nostro tempo è pieno di futuro. Lo ha dimostrato intervenendo ieri al Senato per la presentazione di un libro sulle persecuzioni dei cristiani in Albania ad opera del Partito comunista al potere. E negli anni più tremendi della sua espressione assassina, alla fine della Seconda Guerra mondiale, questo comunismo mediterraneo era accompagnato dal consenso e dalla benevolenza del Pci”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Il nesso tra i fatti del libro e quelli delle vicende di persecuzione di Silvio Berlusconi sta in una parola: malattia. La malattia che è il comunismo, che in Albania si è manifestato con atrocità efferate, e che in Italia ha scelto l’altra tattica, visto il divieto di Stalin ad operare una rivoluzione sanguinaria e armata: la presa di possesso delle casematte. Con sigle diverse, ma con la medesima ragione sociale (che è il potere, innanzitutto il potere sulle coscienze), il comunismo ha esercitato la propria menzogna, puntando all’eliminazione morale e giudiziaria del nemico”.
“Il Presidente di Forza Italia la manifesta ancora per l’evoluzione del Partito democratico. E’ un atto di fiducia e insieme una messa alla prova di Matteo Renzi. Berlusconi c’è, non viene meno al Patto e non rinnega la ‘profonda sintonia’ nell’idea di democrazia”. Ma non è una fiducia a scatola chiusa. Vedremo, anzi vediamo subito”, conclude ‘Il Mattinale’.