“La saggezza di non spegnere la luce, anche se essa si è fatta più fioca. Anzi proprio per questo difenderla. Con l’amarezza di vedere che siamo purtroppo i soli ad essere responsabili fino in fondo. Da qui il comunicato di Berlusconi che non rappresenta affatto un cedimento, ma la constatazione di un cedimento altrui, non determinato da cattiva volontà, ma da semi-impotenza da parte del segretario del Pd e premier di un governo dove il Pd è magnissima pars (anche se a proposito di ‘magna’ viene più in mente l’Ncd)”. Così ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Emendamento 2.3. Vuol dire Emendamento D’Attorre. In due parole: ferma alla Camera la riforma elettorale, il Senato lo lascia in balia del Consultellum, profetizzandone l’autosoppressione. Noi abbiamo espresso non le nostre perplessità, ma la certezza provata che come minimo sia una corbelleria incostituzionale. La quale sarebbe sanata soltanto nel momento in cui alla fine la riforma costituzionale sarà approvata”.
“E allora perché accettiamo? Perché noi siamo seri. La debolezza di Renzi è esattamente derivata dal non essere espressione di un voto popolare. Il problema è la doppia maggioranza dentro il Partito democratico”.
“Possibile che questi garbugli postcomunisti debbano strozzare l’Italia fino a questo punto? Possibile, possibilissimo specie se il Presidente della Repubblica mostra più devozione e ritiene più dirimente per le sorti dell’Italia l’esito di una consultazione privata rispetto al suffragio universale. La conseguenza è che il prezzo della guerra civile fredda di un partito lo sta pagando l’Italia”, conclude ‘Il Mattinale’.