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IL MATTINALE (FI): CAMBIAMO IN FRETTA LA LEGGE ELETTORALE PER SALVARE PAESE

 

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“Non sono due notizie parallele. O divergenti. La prima riguarda il numero dei poveri in Italia. La seconda notizia riguarda la legge elettorale”, quest’ultima “è il passo necessario, inderogabile, a meno che si preferisca la dittatura dei poteri forti e dello straniero, perché la prima notizia cambi di segno. E tutti stiano meglio. Insomma: la questione politica, la sua soluzione, è condizione per affrontare con efficacia la questione sociale”. E’ quanto scrive “Il Mattinale”, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

“Il torto della politica – prosegue – è di non essere credibile, a causa di un governo che non fa nulla, dice parole ottimistiche senza macinare il grano, anzi senza che di questo grano si vedano anche solo i germogli. Un governo Letta-Saccomanni è un lusso che non possiamo permetterci, è uno spreco in sé di tempo. Noi vogliamo che il patto Berlusconi-Renzi diventi operativo al più presto. Approdi alla sua promulgazione del Capo dello Stato il prima possibile, per dare certezze prossime di governabilità. Nel frattempo però – sottolinea – lasciare al governo Letta è un non senso. Non fare nulla non è un merito ma una tragedia”.

Per “Il Mattinale”, “Occorre un governo che governi. Il quale sia espressione piena dell’attuale fase di cambiamento delle regole ed insieme della novità politica rappresentata dalla nuova segreteria del partito di maggioranza relativa. Ovvio che tocchi a Renzi prendersene in qualche modo la responsabilità. La condizione per provarci – prosegue – è che intanto non ci siano sbandamenti lungo la strada della riforma elettorale. Per noi i numeri del lotto dell’Italicum o Bastardellum sono a uscita sicura, non mettiamo ipotesi subordinate, perché non si mercanteggia su cifre inderogabili per garantire insieme governabilità e rappresentanza”.

“Modificare quei numeri significa – sottolinea – rinunciare al principio di precauzione, sacrosanto anche in democrazia. Il principio di precauzione dev’esserci anche per garantire il funzionamento della democrazia. Non possiamo permetterci che il motore sia ingrippato da polveri sottili di piccoli partiti. Né – conclude – che si costruisca un sistema fatto apposta per arrivare sicuramente – nella attuale fase politica – a un ballottaggio, per calcoli che non siamo così stupidi da non capire”.