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IL MATTINALE (FI): DECODIFICHIAMO IL LINGUAGGIO GRILLINO, IL PARTITO DEL PLURIOMICIDA GRILLO

 

grillo

 

“Marco Travaglio è stato il primo a trasferire sistematicamente i termini ‘delinquente’ e ‘pregiudicato’ dai verbali dei magistrati alle pagine del quotidiano. L’obiettivo scontato: Berlusconi. Il risultato è stato quello di legittimare altri, terzi, perché no, i grillini, ad utilizzare la stessa cifra linguistica come un oggetto contundente”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

 

“I grillini non hanno certo bisogno di Travaglio per decadere stilisticamente, è sufficiente il loro padrone e il suo turpiloquio costante e ossessivo. Il ‘delinquente’ gridato dai banchi di Montecitorio ne è una conferma. È un po’ come se noi chiamassimo Grillo ‘omicida’, anzi no, ‘pluriomicida’ per l’esattezza. Sarebbe giusto?”.

 

“In America per un triplice omicidio colposo Grillo si sarebbe preso probabilmente 18 anni di carcere. Nel suo sito usa due parole per definire questa storia tremenda, accaduta nel 1980. Scrive: ‘incidente’. In realtà non è un incidente. Ma un pluriomicidio colposo, cioè un reato”.

 

“Se si pensa a Grillo cosa viene in mente? Un comico, un cabarettista di bassa lega, un teatrante depresso, incattivito con la vita e con il mondo perché non fa più ridere. Questa sua professionalità, con la quale si è volto al mondo della politica, si è cristallizzata in 4 caratteristiche dialettiche”.

 

“La prima. Aggressività verbale e paradossi linguistici. Sì, Grillo, noi siamo attenti, attentissimi a non urtare la sensibilità di nessuno/a, è un dovere sacrosanto, lo devono fare tutti. Tu compreso. Tu che dici e fai tutto il contrario di tutto”.

 

“La seconda. Discorso informale, il ‘tu’ invece del ‘lei-voi’. Deistituzionalizza e declassa tutto e tutti, per abbassare il livello della conversazione, per sentirsi superiore rispetto a chi attacca, per evitare il contraddittorio e relazionarsi come si fa al mercato”.

 

“La terza. Emotività trasmessa. Rabbia, cattiveria, insofferenza. Tutte caratteristiche del suo personaggio, del ‘giuoco delle parti’”.

 

“La quarta. Gestualità e movimenti del corpo volti sempre all’offesa, alla teatralità, all’aggressione. Rientra sempre nel ‘giuoco delle parti’.”

 

“Con una domanda concludiamo: saremo in grado noi, le istituzioni, la prassi parlamentare ad arginare il linguaggio grillino e a ricondurlo entro i binari di un’accettabile dialettica politica? Oppure sarà la finta democrazia diretta, la volgarità dei ‘peggior bar di Caracas’, l’insensibilità linguistica, il web a travolgere ogni cosa?”.

 

“Pregiudicato, pluriomicida? Basta la parola: Grillo!”, conclude ‘Il Mattinale’.