“E se avesse ragione la filiera di pensiero Formica-Ferrara? E cioè fosse improponibile per la struttura intima e per lo statuto genetico dell’organismo repubblicano italiano amputare il Senato usando la trafila solita dell’articolo 138? E se dopo l’amputazione del Senato abrogassimo anche la Camera?”. Così ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Non stiamo giocando al teatro dell’assurdo. Ma svolgendo la logica imposta a Renzi dal mal di pancia delle proprie minoranze indispensabili a lui per avere la maggioranza. Se avesse ragione il duo Fo-Fe, addio Italichellum, il quale verrebbe votato avendo già introiettato in se stesso la promessa di un abuso”.
“Il pasticcio cresce se – continua ‘Il Mattinale’ – si ignorano problematiche serissime, imponendo una riforma elettorale ‘come se’ la Costituzione abbia già subito l’espianto da se stessa di un organo costituzionale elettivo. Assurdo su assurdo”.
“Non stiamo facendo problemi sul Patto raggiunto il 18 gennaio. Esso non accontentava i piccoli partiti, ma aveva una sua coerenza pratica e costituzionale. Le successive modifiche concordemente accettate, con il ritocco delle soglie, sono state fatte di comune accordo, senza incidere sulla tenuta strutturale del medesimo”.
“La debolezza di Renzi ha poi imposto, assecondando Lauricella e D’Attorre, di proporre una legge elettorale solo per la Camera. Cosa che Berlusconi ha accettato con amarezza e per puro spirito di responsabilità. Dopo di che sta accadendo di tutto, quote rosa, anzi no, ora si chiamano bianche”.
“Dunque, pacta servanda sunt. E cerchiamo di procedere senza troppi sbreghi alla forma repubblicana e alla parità vera, all’uguaglianza vera, che è quella di partenza, per cui si è posti tutti in condizione di uguaglianza (art. 3) per guadagnare il consenso degli elettori, e non secondo un pizzino sessista imposto dalla legge”, conclude ‘Il Mattinale’.