“Analizziamo che cosa giace in Senato, sotto la sabbia, in varie stratificazioni di progetti e scheletri di legge depositati e putrescenti”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“1) La legge di Riforma del Senato. Anzi, per dir meglio, l’ukaz governativo che ne ordina l’autosoppressione. Va be’ morire, ma come si fa a lasciare il posto a quello che Luciano Violante definisce ‘un dopolavoro’? Questo spiega il coagularsi intorno a molti senatori del Partito democratico di progetti alternativi a quello da ricreazione romana di sindaci, governatori più intellettuali nominati dal Quirinale. L’incredibile Maria Elena Boschi, forse identificandosi un po’ troppo nella réclame di Virna Lisi per cui con quella bocca può dire ciò che vuole, sostiene che il disegno di legge costituzionale a firma di Renzi e sua ha addirittura una ‘maggioranza schiacciante’. E allora perché non va avanti?
2) L’Italicum. È avvolto nella nebbia, e sembra lo spettro di Banquo. Appare solo per spaventare Renzi che non vuole sentirne parlare e non ha nessuna intenzione di evocarlo. La solita minoranza del Pd più Ncd e Scelta civica sono pronti a sfogliarlo come una verza. Destino segnato, resta interrato.
3) Jobs Act. Poletti per dire che non si farà mai la posticipa a metà 2015. Quando il lavoro in Italia, se Renzi procede così, sarà morto.
4) Decreto Poletti sulla flessibilità del lavoro. Uno scempio della buona fede, una immoralità conclamata, un gioco di numeri, senza che il Capo dello Stato (per ora…) intervenga. Siamo alla dialettica marxista, alla destrutturazione di Derrida in salsa fiorentina, per cui fiducia vuol dire sfiducia, dunque intanto si vota fiducia, in attesa di una fiducia che al Senato non ci sarà, ma neanche una sfiducia, perché tutti i decreti muoiono come sogni all’alba del Senato. Ncd è contrarissimo a questi cambiamenti. Ma così contrario, che infatti li vota, in attesa che cambino al Senato. Ma lì sarà pure peggio, perché la Cgil a Palazzo Madama è ancora più forte”.
“Qui siamo al dilettantismo inconcludente, che vuole passare per rapido ed invisibile come i sommergibili mussoliniani, ma sta portando l’Italia a schiantarsi. Meno male, è il caso di dirlo e ridirlo, che Silvio c’è”, conclude ‘Il Mattinale’.