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IL MATTINALE (FI): IN CASA PD VOLANO PATTI E PIATTI, LETTA ORMA E’ ‘L’OMBRA DI UN SOGNO’

 

Letta

 

“Il Pd si spacca sulla legge elettorale, e la ragione è sempre la stessa: impedire che l’accordo sottoscritto da Berlusconi e Renzi proceda a passo spedito. Pare che nel corso della riunione notturna del gruppo, tenutasi ieri, i democratici se le siano date di santa ragione, con il segretario Renzi costretto a ribadire un concetto chiaro: ‘Se non ritirate gli emendamenti, non sarò più responsabile del gioco’”. Lo scrive “Il Mattinale”, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

“Renzi ha vinto, constatiamo oggi, meno male. Qualche volta il contrordine compagni funziona ancora. Da qui l’accusa di eccesso di decisionismo da parte del sindaco di Firenze di Alfredo D’Attorre, che ha suggerito al segretario di ‘smetterla con questi aut aut’. Più cauto invece Gianni Cuperlo, che ha accolto in parte la richiesta avanzata da Renzi, riassumibile in una frase che ci lascia ben sperare: ‘Vi chiedo di lasciarmi trattare ancora con Berlusconi, avendo dietro tutto il Pd’. “Nei giorni scorsi – prosegue “Il Mattinale” – abbiamo scritto di non desiderare una spaccatura interna del Pd. Per noi avversari sono, e tali restano. Ma insieme vogliamo riscrivere le regole del gioco: questo ci ha insegnato il Presidente Silvio Berlusconi”. “Non vorremmo però che il nostro ottimismo venisse scambiato per ingenuità: sull’introduzione delle preferenze non si discute, come non si perde tempo sulle soglie stabilite per i premi. Se i dalemiani temono di non essere piazzati in lista e gli alfaniani cercano di rimandare il loro prevedibile splash, non è un problema che devono accollarsi gli italiani; se la vedano al loro interno, basta che si faccia in fretta”.

“Intanto il Presidente del Consiglio pare aver rinunciato alla presentazione di ‘Impegno 2014’. Non vorremmo che all’uomo fosse rimasta solo l’ombra del sogno, visti i risultati del suo governo e l’inanellamento di flop da parte di Saccomanni e compagni”.

“A scandire la tabella di marcia è infatti sempre Renzi, Letta non governa più neanche la sua agenda. Se il contratto di coalizione per avviare la “fase due” del governo non c’è, se del rimpasto si parla e non si parla, che ci sta a fare Letta? Occorre un governo che governi, Renzi scopra le sue carte”, conclude “Il Mattinale”.