“Il vero nodo politico del prossimo Consiglio dei ministri di mercoledì non sarà il derby tra IRAP ed Irpef. Vale a dire come ripartire gli ipotetici 10 miliardi favorendo i lavoratori o le imprese, ma dove trovare i soldi che servono”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Forse mercoledì non si potrà decidere, rinviando il tutto in attesa di sciogliere un nodo che più intrigato non si può. Si è detto: tassiamo le rendite finanziarie. Ci sono i margini?”.
“Secondo gli ultimi dati, pubblicati dal MEF, – prosegue ‘Il Mattinale’ – le imposte sulle rendite finanziarie (interessi bancari ed obbligazioni) nel 2013 hanno prodotto entrate per 10,745 miliardi. Per ottenere le risorse necessarie, cosa improbabile, il prelievo dovrebbe semplicemente raddoppiare. Nel calcolo non sono stati inclusi i titoli di Stato, che producono interessi per 85-90 miliardi. Per ottenere 10 miliardi aggiuntivi servirebbe una sovrattassa del 10 per cento, dal 12,5 per cento attuale al 22,5 per cento”.
“Chi ragiona in questo modo non tiene conto dell’enorme dimensione del debito pubblico. Se la massa di interessi pagati si rapporta a questa grandezza, le conclusioni sono addirittura opposte. Oggi il rendimento netto di un BOT, con scadenza annuale, è pari a poco più dello 0,5 per cento. Con un’inflazione dell’1,2 per cento, il risparmiatore cede allo Stato italiano un valore pari allo 0,7 per cento, del suo investimento. Aumentando il prelievo fiscale questa perdita è destinata ad aumentare ulteriormente. Va bene che le pecore vanno tosate, ma non stiamo esagerando?”, conclude ‘Il Mattinale’.