“Quando abbiamo scritto che, dopo la De Girolamo, sarebbe toccato ad Alfano il trattamento post-comunista di inquisizione democratica, non avevamo informazioni e neanche abbiamo interrogato qualche oroscopo. Nell’affrontare compagni o paracompagni è necessaria la consapevolezza di un metodo, che chiameremo Falqui. Purga. Così Renzi ripropone l’antico refrain dei suoi predecessori. Alla fine la chiave decisiva di azione politica è la strada giudiziaria o (nella versione renziana) paragiudiziaria, quando cioè le aule di Camera e Senato diventano luoghi di paraprocessi, in cui i deputati o i senatori sono paramagistrati”. Così “Il Mattinale”, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei Deputati.
“Ovvio non siamo alla Corea del Nord, qui (o si scrive Qui?) non si accusa il proprio Zio Paperino Letta di corruzione per darlo in pasto ai cani. Semplicemente Qui-il-Sung manda in ispezione a Palazzo Chigi, Quo e Qua, cioè nientepopodimeno che Marianna Madia e Filippo (il cognome è un optional), con cui francamente non si capisce di che cosa sia possibile discutere; e logora Zio Paperino Letta, trattato come un pasticcione che si mette nei guai”.
“Questi nomignoli da Walt Disney sono stati coniati da Luca Ricolfi, per spiegare come Renzi in realtà giochi a ridurre la politica a un fumetto, dove non si forniscono soluzioni a problemi seri, ma slogan per non affrontare le questioni perché altrimenti il Partito democratico esploderebbe”. “Olltretutto Renzi sta facendo carne di porco, anzi di porcellum, della Costituzione. Dà ordini al governo. Dimostrando nei fatti che si ritiene padrone di un governo monocolore del Pd. Ma tutto questo è uno sbrego alla nostra Magna Charta”.
“Non ha vinto il Pd ma la coalizione, di cui una parte non è servita a costituire la maggioranza. La vittoria – prosegue ‘Il Mattinale’- è stata risicatissima (e alquanto imbrogliata), il Pd dunque ha un premio di maggioranza che non dà la maggioranza, dunque è in sé contra legem. La sentenza della Corte spiega che questo premio è in spregio all’art. 3 che prevede l’uguaglianza dei cittadini e del relativo voto. Il Pd oltretutto non è neanche il primo partito uscito dalle urne. Che tipo di legittimità ha? E come può pretendere Renzi di comportarsi come il Re(nzi) d’Italia, senza neanche lo statuto Albertino?”, si chiede “Il Mattinale”.
“Renzi pretende di essere dittatore senza maggioranza, né formale né reale. Non se ne accorge il Capo dello Stato? Almeno denunci questo patto leonino Alfano, che è oggi il tonno designato a finire in bocca allo squi-quo-qualo”.
“Si faccia legge elettorale presto e bene. Spagnolo e al voto”, conclude “Il Mattinale”.