“Si fa. L’accordo c’è. L’Italia avrà governabilità e certezze. Prima che sia tardi. I numeri buoni, anche se è più complicato giocarli al lotto, sono: 4,5 – 8 – 12 – 37. Il patto di cui sono stati protagonisti Berlusconi e Renzi ha retto all’urto. Soprattutto prende vigore come cardine del futuro, che non erano e non sono i numeri, ma quello che stava prima, la regola delle regole, la “profonda sintonia” che è l’architrave della costruzione di questa democrazia rinascente in Italia dopo la guerra civile infinita”. E’ quanto scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Siamo trionfalisti? È la naturale propensione – aggiunge – di chi ha vinto, non per sé ma per un bene più grande. Renzi e Berlusconi, hanno deciso, avendo ascoltato tutti, di definire un nuovo compromesso di alto rango, e che stavolta includesse nel patto anche i partiti minori. C’è stata anche – prosegue ‘Il Mattinale’ – la “moral suasion” del Capo dello Stato, eco delle preoccupazioni della Consulta, che ha avuto il suo peso nell’alzare la soglia senza cui non c’è bisogno di ballottaggio. Non si poteva rischiare di trovarsi davanti ad un capo dello Stato che, applicando le sue prerogative, rimandasse alle Camere una legge urgente come quella elettorale, causa manifesti elementi di incostituzionalità. Buon senso e disposizione al sacrificio da parte di Berlusconi -evidenzia -, consapevole che quel numero da lieve stato febbricitante danneggia la coalizione di centrodestra. Va bene così, non ci fa paura niente”.
Per ‘Il Mattinale’ “il centro dell’accordo tra Berlusconi e Renzi è il metodo dell’accordo, senza di cui il modello predisposto è roba morta, senza significato. Questo ha reso il patto un avvenimento, gli conferisce natura strategica, lo sigilla nella sua essenza di regola delle regole. Modifiche migliorative – sottolinea – sono ancora plausibili in Aula, l’intelligenza è per sua natura agile e non è certo carente nei due leader, ma le colonne portanti di governabilità e bipolarismo sono inamovibili. Sul resto niente carte truccate, confronto a viso aperto. Sperando che il Partito democratico sia renziano almeno la metà di quanto Forza Italia sia berlusconiana”.